AgenPress. Il caso Garlasco torna ad avvicinarsi a uno dei suoi passaggi più delicati. Il 28 settembre 2026 rappresenta infatti la scadenza delle indagini preliminari nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Entro quella data dovrà delinearsi la posizione di Andrea Sempio, 38 anni, nuovamente indagato dalla Procura di Pavia. Tra gli scenari possibili c’è anche la richiesta di rinvio a giudizio, ma l’esito non è ancora deciso: l’inchiesta potrebbe portare anche all’archiviazione.
Nel frattempo, però, le conseguenze dell’enorme esposizione mediatica del caso stanno incidendo sulla quotidianità di Andrea Sempio. La sua situazione lavorativa e abitativa è cambiata profondamente negli ultimi mesi, mentre il suo nome continua a essere al centro dell’attenzione per una vicenda giudiziaria che, a quasi vent’anni dal delitto, non ha ancora smesso di produrre interrogativi.
Come ha raccontato La Provincia Pavese, Andrea Sempio continua in questi giorni a lavorare in un negozio di telefonia a Montebello. L’attività, tuttavia, cambierà gestione e il suo rapporto di lavoro terminerà il 31 agosto, insieme a quello degli altri dipendenti coinvolti nel passaggio di gestione.
Un elemento importante è che il licenziamento non risulta formalmente collegato all’inchiesta di Garlasco. La decisione riguarda infatti anche altri colleghi ed è stata determinata dal cambio di imprenditore che gestirà il negozio. Andrea Sempio spera di poter essere assunto nuovamente dal nuovo titolare, ma al momento non c’è alcuna certezza.
La grande attenzione mediatica intorno alla sua figura potrebbe comunque rendere più complicata una futura riassunzione. Il negozio, da quando è emersa pubblicamente la presenza di Andrea Sempio, è diventato infatti uno dei luoghi verso i quali si è concentrata l’attenzione di giornalisti e troupe televisive.
La perdita del posto di lavoro arriva dopo un’altra conseguenza concreta della notorietà assunta dal caso: il mancato rinnovo dell’affitto dell’appartamento nel quale Andrea Sempio viveva a Voghera.
Secondo quanto riferito dalla stampa, il proprietario avrebbe deciso di non rinnovare il contratto anche a causa della presenza sempre più frequente di giornalisti e curiosi nei pressi dell’abitazione. Il timore era che la situazione potesse creare problemi alla normale vita degli altri residenti.
A Sempio, secondo il racconto riportato da La Provincia Pavese, il proprietario avrebbe spiegato la decisione con una frase particolarmente significativa: non voleva avere giornalisti appostati davanti all’abitazione ogni giorno.
Andrea Sempio è così tornato a vivere con i genitori a Garlasco. Una soluzione che segna anche simbolicamente il ridimensionamento della vita che aveva costruito lontano dai riflettori.
Mentre la sua vita privata e professionale subisce questi contraccolpi, sul piano giudiziario il calendario corre verso il 28 settembre.
La Procura di Pavia dovrà concludere le indagini preliminari sulla nuova inchiesta e, sulla base degli elementi raccolti e delle consulenze effettuate, definire la posizione di Sempio. Tra le possibilità c’è una richiesta di rinvio a giudizio; resta però possibile anche una richiesta di archiviazione. Non è quindi corretto presentare il processo come già deciso.
Per Andrea Sempio sarà una data cruciale. Dopo mesi trascorsi sotto i riflettori, potrebbe arrivare una svolta destinata a incidere non soltanto sul suo futuro giudiziario, ma anche sulla sua vita personale e professionale.
La nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi ha riportato Garlasco al centro dell’attenzione nazionale a distanza di diciannove anni dall’omicidio. Parallelamente, rimane aperta anche la vicenda di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara e interessato a un possibile percorso di revisione della condanna.
Il destino giudiziario di Sempio e gli eventuali sviluppi sul fronte della revisione di Stasi potrebbero quindi intrecciarsi nei prossimi mesi. Ma, prima ancora delle aule di tribunale, il caso sta già mostrando un altro volto: quello delle conseguenze che un’inchiesta ad altissima esposizione mediatica può avere sulla vita quotidiana di una persona che, è importante ricordarlo, resta indagata e deve essere considerata non colpevole fino a un’eventuale condanna definitiva.
Il 28 settembre potrebbe dunque rappresentare un nuovo capitolo del mistero di Garlasco. Fino ad allora, ogni ipotesi dovrà necessariamente lasciare spazio agli atti dell’inchiesta e alle decisioni della magistratura.
