Il ministro Speranza annuncia l’aborto farmacologico fai-da-te fino alla nona settimana

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AgenPress – Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà.

Arriva l’aborto privato, da casa propria e con pasticche consegnate direttamente dall’ospedale. Ad annunciarlo è proprio il ministro Speranza che tramite il proprio profilo Twitter, dà vita a Ru486 la pillola per l’aborto farmacologico fai-da-te. Inoltre il ministro ha imposto anche il limite per l’aborto, imposto fino alla nona settimana di gestazione.

“La nuova direttiva, auspicata dalle Società Scientifiche e già in uso in molte regioni italiane, oltre a promuovere una maggiore uniformità di comportamento clinico da parte dei ginecologi italiani, consente alle donne di “attenuare” il disagio di una scelta sempre difficile e dolorosa e l’opportunità di accedere subito a metodi di controllo delle gravidanze non desiderate”.

Così le Società Scientifiche di Ginecologia e Ostetricia esprimendo soddisfazione per le nuove linee guida, annunciate ieri dal Ministro della Salute Roberto Speranza, che regolano l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e senza obbligo di ricovero.

Un annuncio appoggiato dal parere del Consiglio Superiore della Sanità, del quale al momento non c’è ancora traccia ufficiale. Secondo Repubblica le linee guida favoriscono un day hospital, ma non c’è ancora nullo di certo. Infatti si attende chiarezza su un tema così importante e che da tempo infiamma il dibattito pubblico.

L’aborto chimico, con la pillola ru486, prevede l’espulsione del feto ed è utilizzabile nei nostri ospedali in alternativa all’aborto chirurgico. Da oggi, secondo quanto annunciato da Speranza, sarà possibile usufruire del Ru486 direttamente in day hospital e non seguendo i tre giorni di ricovero come in precedenza.

 

 

“Un passo importante a tutela della salute e dei diritti delle donne, nel pieno rispetto della Legge 194”.  La Regione Piemonte chiederà, invece,  alla sua avvocatura di verificare “se il governo Conte stia rispettando oppure no il diritto alla scelta consapevole e alla salute delle donne, garantito dalla legge 194”.

Ad annunciarlo l’assessore agli Affari Legali Maurizio Marrone (FdI), che intende chiedere il parare prima di far applicare dalla sanità piemontese le nuove linee guida, annunciate ieri dal Ministro della Salute Roberto Speranza, che regolano l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e senza obbligo di ricovero.

“Prima di ricorrere all’aborto – sostiene l’assessore Marrone – la legge 194 che regolamenta le interruzioni volontarie della gravidanza assicura alle donne che stanno vivendo una gravidanza difficile di rivolgersi ai consultori e ai centri di aiuto alla vita, dove possono ricevere sicuramente un sostegno concreto per poter scegliere la vita e non la morte. Sempre la legge nazionale – aggiunge – prescrive il ricovero fino all’interruzione della gravidanza, che nell’aborto chirurgico coincide con l’asportazione del feto, mentre consentire che la pillola Ru486 sia somministrata in ospedale e poi la donna possa uscirne ed espellere l’embrione-feto in privato e in totale solitudine, la espone a rischi di gravi e fatali emorragie”.