AgenPress. L’Assemblea degli Esperti dell’Iran ha eletto Mojtaba Khamenei, figlio dell’Ayatollah Ali Khamenei, come nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica, segnando una svolta storica nella leadership del paese.
La decisione è avvenuta nel contesto di un’estrema instabilità politica e militare, dopo la morte di Ali Khamenei — ucciso negli ultimi giorni durante un’ondata di attacchi militari condotti dagli Stati Uniti e da Israele.
L’Iran si trovava già in piena crisi di successione da quando Ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso in attacchi congiunti USA-Israele, lasciando un vuoto di potere alla sua guida dopo oltre tre decenni al vertice dello Stato.
Secondo il sistema costituzionale iraniano, la Guida Suprema è scelta da un organismo clericale, l’Assemblea degli Esperti, un corpo di 88 religiosi eletti dal popolo. Solitamente questo processo si svolge con grande discrezione e lentezza, ma la situazione attuale ha accelerato le tempistiche.
Prima dell’elezione formale, un consiglio di leadership provvisorio di tre membri — composto dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni-Eje’i e dall’ayatollah Alireza Arafi — stava gestendo le funzioni di governo per garantire la continuità istituzionale.
Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, è una figura ben nota nei circoli più stretti della leadership iraniana, con forti legami con i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) e altre strutture di potere interno, sebbene non fosse un alto religioso né un funzionario formalmente riconosciuto fino ad oggi.
La sua nomina rappresenta uno spostamento significativo rispetto alla tradizione politica iraniana, perché segna la prima volta in cui la successione alla carica massima assume un carattere quasi dinastico, suscitando reazioni contrastanti sia all’interno che all’esterno dell’Iran.
La decisione di eleggere Mojtaba ha già avuto impatti geopolitici considerevoli:aAll’interno dello stesso Iran, la scelta potrebbe generare dissensi, dato che la tradizione sciita tende a non favorire un passaggio di potere ereditario.
Le elezioni non si sono svolte in un clima ordinario: fonti di stampa internazionale riferiscono di attacchi a strutture politiche iraniane mentre si svolgevano i voti dell’Assemblea degli Esperti, amplificando la già grave crisi di sicurezza nel paese.
