AgenPress. Cosa è lo sciamanesimo? Domanda nella rutualità del tempo e della spiritualità che non conosce prassi e tanto meno ragione. Un impeccabile “esercizio” di vita e di morte per giungere alla piazza della Luce dove ogni spiritualità ha la sua alchimia. L’uomo non decide se non ha nel suo interno l’alchimia del segno magico.
L’ascolto è fondamentale. Non è una religiona e non è soltanto una antropologia. Penso spesso alle voci che hanno accompagnato la mia vita. Tutto è vitale. Pensino la morte ha una sua vitalità trasfiguratrice. I morti sono dentro di noi. Fino a quando restano dentro hanno la forza di guidarci nonostante la loro assenza fisica.
Mi trovo nelle Ande.
Nel cuore delle Ande, dove il sole si leva ogni mattina e il vento sussurra segreti antichi. La presenza di Mamani, uno sciamano che ha dedicato la sua vita alla cura della terra e delle anime, ha un ricordo e un sapere alchemico antico. La sua storia è un racconto di introspezione e di ricordo. Un percorso che si snoda tra la tradizione e la modernità, tra la saggezza ancestrale e la ricerca di senso. Lo sciamanismo è una via di conoscenza. Una via che conduce all’unità e alla comprensione del mondo.
Mamani è uno sciamano che ha seguito questa via, ha imparato a leggere i segni della natura e a comprendere il linguaggio degli animali e delle forme, del paesaggio e delle tracce. “Il mondo è un libro aperto, e noi siamo le pagine che lo compongono”. Questa frase di Mamani riassume la sua visione del mondo. Una visione che è profondamente radicata nella cultura andina e nella tradizione sciamana.
Come anche Castaneda che con i suoi personaggi ha unificato la ruota del tempo lungo i viaggi orinici della mente. La mente è il possibile dell’impossibile senza cedere alle utopie nelle quali le società moderne si sono nascoste senza tener conto alle civiltà che hanno come centro la metafisica della tradizione. Nei miei libri spesse volte ho raccolto le voci degli sciamani e delle curandere che mi vengono a trovare nelle notti crepuscolari.
Lo sciamanismo andino è una pratica spirituale che risale a migliaia di anni fa, quando gli antichi abitanti delle Ande credevano che il mondo fosse abitato da spiriti e divinità. Gli sciamani erano i mediatori tra il mondo umano e il mondo spirituale. Avevano il compito di curare le malattie, di prevedere il futuro e di mantenere l’equilibrio della natura.
In fondo lo sciamanismo andino è una pratica di cura, una pratica che si basa sulla comprensione della interconnessione di tutte le cose. Ma non solo quello andino. Penso tra gli altri agli sciamani piuttosto non distanti storicamente. A quelli dei campi dei Nativi d’America. I tamburi, le danza, i canti. Sono una rutualità di tempo spirituale che si scontra con il tempo dell’orologio. Ovvero lunare. Il tempo lunare è un tempo potagorico. Quello spirituale è piuttosto alchemico – ancestrale. Si ha bisogno di curare il tempo dentro di noi.
Dice sempre Mamani: “La cura è un atto di amore, un atto che richiede la comprensione e la compassione”. In tale contesto il ruolo della curandera è fondamentale nello sciamanismo andino. La curandera è una donna che ha ricevuto la chiamata a curare, e che ha dedicato la sua vita a questa pratica. La curandera è una mediatrice tra il mondo umano e il mondo spirituale, e ha il compito di curare le malattie e di mantenere l’equilibrio della natura.
La curandera peruviana, María Sabina, osserva: “La cura è un processo di trasformazione, un processo che richiede la comprensione e la compassione”. La curandera è una maestra della trasformazione. Ha il compito di aiutare le persone a cambiare e a crescere. Dice Castaneda: “Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente”. È sapere ascoltare il silenzio dell’anima il vero principio del viaggio.
Il mondo sciamano è un mondo di simboli e di metafore. Un mondo che è abitato da spiriti e divinità. Gli sciamani sono i mediatori tra il mondo umano e il mondo spirituale. Hanno il compito di interpretare i segni della natura e di comprendere i linguaggi.
Ancora Mamani: “Il sogno è un portale, un portale che conduce al mondo spirituale”.
Il mondo sciamano è un mondo di trasformazione, un mondo in cui le cose non sono mai come appaiono. Gli sciamani sono i maestri della trasformazione, e hanno il compito di aiutare le persone a cambiare e a crescere.
Perchè la trasformazione è un processo di morte e di rinascita (rinascimento), un processo che richiede la comprensione e la compassione. Per Mamani la vita resta sempre “un viaggio, un viaggio che richiede la comprensione…”. Si vive nell’ignoto. Pur illudendoci di avere tra le mani la conoscenza. Non c’è conoscenza se non nel mistero. Ovvero nell’ignoto. È un percorso in solitudine che necessita di solitudine per essere pronti alla autenticità.
Suggerisce Castaneda: “Il mondo è incomprensibile. Non lo capiremo mai e non penetreremo mai i suoi segreti”. Bisogna abitarli. Accettarli. Non superarli. Custodirli anche se ci attraversano e a volte inconsapevolmente li attraversiamo. C’è sempre una profezia che entra nel destino. Ascoltare è esserci dentro con i limiti della invalicabile impresa di essere soggetti viventi. Fino a quando anche chi si è perso o non c’è più resterà nella nostra anima saremo insieme esseri viventi.
Pierfranco Bruni
