AgenPress. Un nuovo episodio di cronaca e tensione nella movida milanese finisce al vaglio della magistratura. Quattro ragazzi originari di Padova hanno depositato un formale esposto alla Procura della Repubblica di Milano contro Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, accusando il rapper e il suo entourage di aggressione in seguito a una semplice richiesta di scattare una foto ricordo.
I fatti risalgono alla notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, all’esterno della discoteca The Club nel centro di Milano, dove i giovani veneti si trovavano per festeggiare la partenza di un amico per l’Australia.
Secondo l’atto di denuncia presentato ai magistrati, la lite sarebbe scoppiata dopo che due fratelli di 19 e 21 anni si sono avvicinati all’artista per chiederere un selfie, mentre un amico iniziava a riprendere la scena con lo smartphone.
Stando alla versione delle vittime, l’approccio avrebbe provocato la reazione infastidita del rapper, che avrebbe risposto con frasi intimidationi del tipo “Dai che altrimenti va a finire male” e “Non mi guardare così sennò ti metto in un bagagliaio”.
Subito dopo, le persone dell’entourage e della sicurezza di Fedez avrebbero spintonato e colpito i giovani con calci, pugni e schiaffi. Durante la colluttazione, uno dei ragazzi sarebbe persino caduto a terra perdendo momentaneamente la conoscenza.
A seguito dei disordini, le conseguenze fisiche per i quattro giovani si sono tradotte in ricoveri e medicazioni in ospedale.
Due dei fratelli coinvolti sono stati trasportati ed esaminati dai medici del Policlinico di Milano, mentre gli altri due amici si sono fatti refertare il giorno successivo al pronto soccorso di Padova, riportando diversi giorni di prognosi.
I legali dei giovani (gli avvocati Alberto Berardi, Giuseppe Lombardino e Paolo Tabasso) hanno allegato all’esposto di 12 pagine i filmati girati con i telefoni cellulari durante quei concitati momenti. I video riprenderebbero distintamente le fasi dell’aggressione e la presenza di Fedez insieme al suo personale di scorta.
L’esposto passa ora all’esame dei magistrati della Procura di Milano, che dovranno analizzare i filmati acquisiti, incrociarli con le testimonianze e con i rilievi delle telecamere di videosorveglianza della zona per chiarire le esatte responsabilità individuali e valutare le eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.
