AgenPress. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, in dichiarazioni alla stampa presso la sede dell’Organizzazione, ha avvertito che la crisi in Medio Oriente sta entrando nel suo secondo mese con un rischio crescente di conflagrazione regionale generalizzata.
Come ha affermato, “ogni giorno che questa guerra continua, la sofferenza umana aumenta”, mentre “la portata della distruzione cresce”, così come “gli attacchi indiscriminati” e “gli attacchi contro i civili e le infrastrutture politiche”.
Ha avvertito che “siamo sull’orlo di una guerra più ampia che coinvolgerà l’intero Medio Oriente, con conseguenze drammatiche a livello mondiale”.
Il Segretario generale si è concentrato sulle conseguenze internazionali della crisi, osservando che “il conflitto si fa già sentire ovunque”, con gli effetti della restrizione della libertà di navigazione come esempio lampante. Come ha sottolineato, “quando lo Stretto di Hormuz viene ‘limitato’, i più poveri e vulnerabili del mondo non riescono a respirare”, riferendosi all’impatto sui prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia dalle Filippine allo Sri Lanka e al Mozambico.
Ha sottolineato che, nonostante l’incertezza del conflitto, una cosa è chiara: “se i tamburi di guerra continuano a suonare, l’escalation non farà che peggiorare la situazione”. Per questo motivo, ha ribadito che “la spirale di morte e distruzione deve fermarsi”.
Riferendosi agli sforzi diplomatici in corso, ha osservato che sono in atto iniziative per una soluzione pacifica, che “meritano lo spazio e il sostegno necessari per avere successo”, saldamente fondate sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite. Ha sottolineato che “le controversie devono essere risolte pacificamente”, che “la sovranità e l’integrità territoriale di tutti gli Stati membri devono essere rispettate” e che “i civili e le infrastrutture civili, compresi gli impianti nucleari, devono essere protetti”.
Guterres ha inoltre annunciato di mantenere stretti contatti con le parti coinvolte e di aver inviato nella regione il suo inviato personale, Jean Arnault, a sostegno di questi sforzi.
In un messaggio diretto alle parti coinvolte, si è rivolto agli Stati Uniti e a Israele, sottolineando che “è giunto il momento di porre fine alla guerra che sta causando enormi sofferenze umane e che sta già innescando conseguenze economiche devastanti”. Allo stesso tempo, ha esortato l’Iran “a cessare di attaccare i suoi vicini”.
Infine, ha ricordato che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato questi attacchi e ha ribadito la necessità di rispettare i diritti e le libertà di navigazione lungo le rotte marittime critiche, compreso lo Stretto di Hormuz.
“I conflitti non finiscono da soli. Finiscono quando i leader scelgono il dialogo anziché la distruzione. Questa scelta esiste ancora e deve essere fatta ora”.
