AgenPress. Dopo gli scontri avvenuti nel centro di Milano nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, a margine della manifestazione contro il carovita, Marcello Guadalupi, presidente della Fondazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, esprime solidarietà e vicinanza agli imprenditori milanesi colpiti dai disordini, sottolineando la necessità di sostenere le attività danneggiate e di lavorare insieme per individuare soluzioni concrete.
«Desidero esprimere la mia vicinanza a tutti gli imprenditori della nostra Milano ferita che hanno subito danni e disagi a causa degli episodi di violenza. Le attività commerciali sono una componente essenziale della vita economica e sociale della città: colpire chi lavora, investe e crea occupazione significa danneggiare l’intero tessuto produttivo».
«In una fase già complessa per l’economia, gli imprenditori non possono essere costretti ad affrontare anche le conseguenze di una violenza gratuita e ingiustificabile. Il disagio sociale, laddove presente, deve essere affrontato attraverso il confronto e il dialogo, non con la distruzione e l’intimidazione. La violenza non risolve i problemi, ma rischia di aggravare le difficoltà di chi ogni giorno contribuisce alla crescita di Milano».
Guadalupi sottolinea quindi la disponibilità della Fondazione a contribuire a un percorso condiviso per affrontare le conseguenze dei disordini e sostenere il tessuto economico cittadino.
«Come Fondazione siamo pronti a lavorare con tutte le forze sociali e con i soggetti interessati per offrire il nostro contributo e individuare soluzioni concrete. È fondamentale che gli imprenditori colpiti non vengano lasciati soli e che si lavori per sostenere le attività danneggiate, prevenire nuovi episodi di violenza e tutelare chi ogni giorno porta avanti la propria impresa, garantendo lavoro e servizi alla comunità».
«Milano ha bisogno di responsabilità, dialogo e collaborazione. Di fronte a episodi come questi, è necessario fare fronte comune per difendere il lavoro, le attività economiche e la convivenza civile», conclude Guadalupi.
