AgenPress – I corpi Andrea Galimberti, di 53 anni, comasco, e Sara Stefanelli, di 41 anni, genovese sono stati trovati a 4.500 metri di quota, nella zona del “Mur de la Cote”, un ripido pendio ghiacciato che porta alla vetta del Monte Bianco sul versante francese.
Sei giorni fa, la coppia era arrivata in cima al Monte Cervino e aveva documentato la salita con un album fotografico condiviso sui social, ricco di immagini che ritraggono i paesaggi mozzafiato, ma anche di foto di coppia che li immortalano stanchi ma felici. Si sono fotografati anche nel bivacco a 4mila metri, il che dimostra che erano due alpinisti di esperienza.
I due corpi erano abbracciati, forse un disperato tentativo di salvarsi dal freddo che però è stato fatale: sono morti assiderati.
Erano rimasti bloccati in mezzo alla tempesta (temperature fino a -15 gradi e venti fino a 150 chilometri orari), avevano chiesto aiuto da quota 4.600. “Non vediamo nulla, veniteci a prendere, rischiamo di morire congelati” è stato il drammatico messaggio ai soccorritori.
Le salme sono state portate a Chamonix. Recuperati a cento metri di distanza dai due italiani, anche i corpi di due alpinisti sudcoreani: anche i loro corpi erano vicini tra loro.
Per tre giorni le condizioni meteorologiche avevano impedito ai servizi di emergenza di effettuare le ricerche. Questo pomeriggio (10 settembre) il tempo è migliorato e gli elicotteri della gendarmeria di Chamonix e Annecy e quello della sicurezza civile hanno potuto alzarsi in volo per riprendere le ricerche.