AgenPress – Nuova fumata nera nel Parlamento in seduta comune, chiamato ad eleggere un giudice della Corte costituzionale in sostituzione dell’ex Presidente della Consulta, Silvana Sciarra, che ha concluso il proprio mandato l’11 novembre del 2023. Anche l’ottavo scrutinio si è infatti concluso senza alcuna elezione. Presenti e votanti 342, 9 i voti dispersi, 10 le schede nulle, 323 le schede bianche. Questo scrutinio avrebbe richiesto 363 voti per eleggere il giudice, vale a dire i tre quinti dei 605 parlamentari italiani.
Nessun candidato ha ottenuto il quorum richiesto che era pari – essendo questo l’ottavo scrutinio – alla maggioranza dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea. Sarà necessario quindi procedere a un nuovo scrutinio. La maggioranza, in bilico con i numeri, ha scelto la scheda bianca, “per l’ultima volta” (che sono state 323, 9 i voti dispersi e 10 schede nulle). Servivano 363 sì per far eleggere Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico della presidenza del Consiglio voluto da Giorgia Meloni.
La Camera dei deputati all’interno delle intese con il Senato è intenzionata ad andare avanti con convocazioni periodiche fino alla fumata bianca.
Con la nuova fumata nera potrebbe prendere di nuovo piede l’idea di aspettare dicembre così da eleggere insieme quattro giudici e chiudere così un pacchetto di nomine. A fine anno infatti altri tre giudici costituzionali concluderanno il loro mandato: il presidente Augusto Barbera, Giulio Prosperetti e Franco Modugno. Fanno parte dei cinque giudici eletti dal Parlamento in seduta comune con una durata di nove anni. Altri cinque sono invece scelti dai magistrati di ciascuna delle tre magistrature superiori (tre dalla Corte di cassazione, uno dal Consiglio di Stato, uno dalla Corte dei conti), a maggioranza assoluta (metà più uno dei componenti del collegio elettorale) e con eventuale ballottaggio fra i più votati. Gli ultimi cinque sono invece scelti dal Presidente della Repubblica di propria iniziativa. Per un totale di quindici.
Le opposizioni si sono unite e non hanno partecipato al voto.
“Noi ovviamente non possiamo assecondare i blitz delle forze di maggioranza per eleggersi il proprio giudice costituzionale. Quando si tratta di istituzioni di garanzia, tra l’altro la magistratura più elevata, la Corte Costituzionale, non sono ammissibili logiche spartitorie, blitz del genere”, ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, parlando del voto per la consulta a margine di un convegno a Roma.
“Nessuno della maggioranza ci ha prospettato chi intendevano votare. L’abbiamo saputo dai giornali. Non è che ci hanno prospettato la possibilità di un nome, non ci hanno consentito di entrare nel merito del nominativo. Oggi non parlo neppure del merito del nominativo perché non c’è nulla da discutere”.
“Ovviamente ci dovremo arrivare perché a dicembre mancano altre tre nomine da fare e spero che la maggioranza oggi ne tragga una seria riflessione che coinvolge il governo direttamente. Loro devono assolutamente riflettere su questo metodo, che è un metodo inaccettabile, a colpi di maggioranza, con un blitz”.
“La compattezza delle opposizioni ha fermato la forzatura che la maggioranza voleva fare, ora accettino il dialogo. E quando parlo di dialogo non intendo chiamate spicce a parlamentari” di minoranza “per cercare dei voti per andare avanti sulla propria forzatura. Se esiste una maggioranza qualificata per questo voto è proprio perché la Costituzione prevede un dialogo tra maggioranza e opposizione”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in Transatlantico alla Camera. “Abbiamo cercato noi il dialogo e la risposta fin qui è stata un muro, speriamo che il fatto che si siano fermati sia la premessa al fatto che ora inizi un dialogo”.
“Fin qui con la prima forza d’opposizione si sono rifiutati di dialogare su una delle massime garanzie costituzionali. L’Aventino lo stanno facendo loro. Nessuno può arrogarsi il diritto di sentirsi proprietario dei massimi organi costituzionali ed è quindi doveroso un confronto» con le opposizioni”.
“Trovo molto ipocrita dire ‘ci aspettiamo rispetto delle istituzioni’ perché non ci saremmo trovati qui oggi se rispettando la Costituzione e il proprio ruolo avessero intavolato questo dialogo con le opposizioni prima – ha continuato la segretaria del Pd. Intanto abbiamo appreso dalla stampa che avevano un nome e che volevano tirare dritto senza nemmeno avvertire le opposizioni. Dopo il passaggio di oggi, con la nostra compattezza che li ha fermati, mi aspetto che il dialogo si apra. Poi vediamo come andrà”.
“Io denuncio la scorrettezza istituzionale di Giorgia Meloni che ha fatto campagna acquisti sui parlamentari di opposizione e poi ha pensato di poter eleggere il giudice di Corte Costituzionale da sola. Non si fa così”, ha commentato Matteo Renzi. “Abbiamo un caos globale e noi abbiamo una presidente del consiglio che da la caccia alla talpa, nemmeno fossimo a una trasmissione televisiva di qualche hanno fa”.