Tassone: “Oggi si lavora per nuove leggi elettorali non per restituire dignità alle istituzioni, ma per eliminare anche la residuale rappresentanza”

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AgenPress. Le preoccupazioni più volte manifestate per la precarietà degli equilibri democratici trovano conferma nel logoramento dei principi ispiratori della nostra Repubblica.

Nella metà degli anni ‘90, dopo la caduta del Muro di Berlino, vi è stato un fiorire di iniziative che hanno indebolito le strutture portanti delle libertà democratiche.  Il terrorismo delle estreme di destra e di sinistra, che ha segnato una troppo lunga stagione di sangue, è stato sconfitto da una presa di coscienza e mobilitazione del Paese.

Ma i virus dell’antidemocrazia non sono totalmente debellati. La nostra Costituzione ha subito nel tempo una erosione lenta ma inesorabile. Si invocava, dopo la fine del pericolo comunista un’alternanza nel governo.  Ma tutto quello non si è tradotto con un rafforzamento delle nostre istituzioni democratiche, nel rispetto delle scelte illuminate dei costituenti.

Tangentopoli con i corollari di fiancheggiatori fedifraghi, ha liquidato partiti e politica. Dove si doveva correggere e migliorare si è seguito il percorso dell’abbandono dei riferimenti democratici. Lo strumento è stato il varo delle leggi ordinarie per modificare il sistema elettorale.

I nuovi sistemi elettorali, infatti, hanno alterato l’impianto costituzionale. Un Parlamento di nominati da oligarchie ristrette, ha perso centralità. Ancora oggi si lavora per nuove leggi elettorali non per restituire dignità alle istituzioni, ma per eliminare anche la residuale rappresentanza.

Il popolo non è più sovrano, ma la sovranità è stata affidata alle cordate, che alimentano centrali di potere corrosive operanti al di fuori di ogni controllo.

L’on. Donzelli, un importante dirigente di Fdi, in un’intervista al Corriere della Sera afferma che la legge elettorale non è una priorità degli italiani. Come fa ad affermare questo quando attraverso le leggi elettorali, non proprio liberali, si sono liquidate storie di conquiste civili. Però bisogna dare atto a Donzelli di essere fedele con un pensiero che non nasconde. Non un sistema elettorale per allargare partecipazione e base democratica, ma per corrispondere a calcoli di dominio.

E poi seguendo un ragionamento di una certa filosofia di un mondo da cui Donzelli non sembra distaccarsi, ci si interroga ma è poi cosi importante votare? Oggi vi è un Parlamento ridotto non solo nei numeri di nominati, dove le leggi di revisione costituzionale passano con la forza della maggioranza senza modifiche.

Allora ci può essere un domani più semplificato. Parlamentari direttamente nominati da categorie e corporazioni. Fine del fastidio e via all’autocrazia senza camuffamenti. L’opposizione di sinistra, confusa e divisa, tratta per perseguire i propri tornaconti e sperare. La lotta per libertà è abbandonata? Proprio no.

Gli sbandamenti e le inadeguatezze porranno fine a una lunga stagione di inganni, dove tanti hanno pensato di essere il nuovo. Invece è il vecchio che si ripropone. Per questo mi sento di ringraziare Donzelli per la chiarezza degli intendimenti!

Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro).

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