AgenPress. La Coalizione dei Volenterosi rilancia il sostegno all’Ucraina e prepara una nuova fase della propria strategia di sicurezza. Nel vertice convocato a Kiev nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza ucraina, gli alleati hanno annunciato nuove esercitazioni militari congiunte per ottobre e novembre, confermando la volontà di mantenere alta la pressione sulla Russia e di rafforzare le garanzie di sicurezza per Kiev.
La decisione mette però in evidenza una differenza significativa all’interno del fronte europeo. L’Italia, pur confermando il proprio sostegno politico all’Ucraina, non parteciperà alle esercitazioni della futura forza multinazionale. Roma mantiene infatti la linea già più volte ribadita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: nessun impiego di soldati italiani sul territorio ucraino.
Meloni è intervenuta al vertice in videocollegamento, ribadendo il «fermo sostegno» italiano alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina. Il governo ha inoltre confermato l’impegno sul fronte umanitario, anche in vista dell’inverno, con nuovi aiuti destinati soprattutto alla resilienza della rete energetica ucraina.
A delineare il prossimo appuntamento militare è stato Emmanuel Macron. Il presidente francese ha annunciato esercitazioni su vasta scala della Coalizione nei mesi di ottobre e novembre, presentandole come una dimostrazione della capacità operativa degli alleati e della loro determinazione a garantire sicurezza all’Ucraina nel caso di un futuro cessate il fuoco.
L’obiettivo non è soltanto addestrativo. Le esercitazioni dovrebbero infatti contribuire a preparare la forza multinazionale che alcuni Paesi europei intendono mettere a disposizione di Kiev in caso di accordo di pace. È proprio su questo passaggio che emerge la distanza tra Roma e l’asse franco-britannico.
L’Italia resta dunque nella Coalizione dei Volenterosi, ma prende le distanze dall’ipotesi di un coinvolgimento militare diretto. Una posizione che il governo considera coerente con la propria linea sulle garanzie di sicurezza: sostegno all’Ucraina, ma nessun invio di truppe italiane sul terreno.
Sul piano economico, gli alleati promettono di rafforzare il regime delle sanzioni contro la Russia e di contrastare i tentativi di elusione. La pressione su Mosca resta uno degli strumenti attraverso cui la Coalizione intende sostenere Kiev e aumentare il costo della prosecuzione della guerra.
La linea è stata confermata anche dall’Italia, nonostante le differenze sul piano militare. Durante il vertice, i leader hanno concordato sulla necessità di rendere più efficace il sistema sanzionatorio e di impedire che la Russia possa aggirare le restrizioni occidentali.
Il vertice ha prodotto anche un’importante novità sul fronte dell’industria militare. Regno Unito e Francia hanno dato il via libera alla possibilità per l’Ucraina di produrre sul proprio territorio missili da crociera occidentali, compresi gli Storm Shadow britannici e i sistemi franco-britannici della stessa famiglia tecnologica.
La scelta punta a rafforzare l’autonomia dell’industria bellica ucraina, riducendo progressivamente la dipendenza dalle forniture estere. Per Kiev significa poter aumentare la capacità produttiva interna e disporre di strumenti a più lungo raggio per la propria difesa.
La decisione, tuttavia, conferma anche quanto la cooperazione militare tra Ucraina, Francia e Regno Unito stia assumendo una dimensione sempre più strutturata. Accanto agli aiuti immediati, gli alleati stanno costruendo una rete industriale e militare destinata a sostenere Kiev anche in una eventuale fase successiva alla guerra.
Il quadro che emerge dal vertice è quindi quello di un’Europa determinata a mantenere il sostegno all’Ucraina, ma non perfettamente uniforme sulle modalità con cui farlo.
Da una parte, Francia e Regno Unito spingono verso una maggiore preparazione militare, con esercitazioni e una possibile forza multinazionale destinata alle garanzie di sicurezza. Dall’altra, l’Italia sceglie di rimanere fuori dalle attività militari sul terreno, pur confermando il proprio appoggio politico, umanitario e diplomatico a Kiev.
La partita si sposta così su due piani: da un lato la pressione sulla Russia attraverso sanzioni e aiuti militari, dall’altro la costruzione delle condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Le esercitazioni di ottobre e novembre saranno il primo banco di prova della capacità dei Volenterosi di trasformare le dichiarazioni politiche in una concreta struttura di sicurezza europea.
Per l’Italia, invece, la linea resta netta: sostenere l’Ucraina e lavorare con gli alleati per favorire i negoziati, ma senza partecipare alla presenza militare diretta che Francia e Regno Unito stanno preparando.
