Nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza, il presidente ucraino rilancia il messaggio di una nazione determinata a difendere la propria sovranità. A Kyiv anche diversi leader europei, mentre la guerra con la Russia prosegue e i negoziati restano in una fase di stallo.
AgenPress. «Saremo uno Stato indipendente per sempre». È questo il messaggio lanciato da Volodymyr Zelensky nel giorno in cui l’Ucraina celebra il 35° anniversario della propria indipendenza dall’Unione Sovietica. Nel corso delle celebrazioni, il presidente ucraino ha ribadito che il futuro del Paese non potrà essere deciso da Mosca e che la popolazione non è disposta a rinunciare alla propria libertà.
«Gli ucraini non saranno mai ciottoli per gli stivali dello zar», ha affermato Zelensky, secondo quanto riportato nel resoconto delle celebrazioni, insistendo sulla volontà del popolo ucraino di non accettare imposizioni contrarie alle proprie convinzioni e di continuare a perseguire il «sogno di vivere liberi».
Il discorso arriva in un momento particolarmente delicato. L’Ucraina celebra l’anniversario dell’indipendenza mentre il conflitto con la Russia continua e i tentativi diplomatici per arrivare a un accordo di pace non hanno ancora prodotto una soluzione. Zelensky ha sottolineato che Kyiv vuole la pace, ma non intende arrivarci attraverso una capitolazione o la rinuncia ai propri interessi fondamentali.
Nel suo intervento, il presidente ha collegato il significato dell’indipendenza alla guerra in corso. Per Kyiv, la questione non riguarda soltanto il controllo di determinati territori, ma il diritto dell’Ucraina a decidere autonomamente il proprio futuro.
La posizione di Zelensky resta netta anche sulle richieste russe relative al Donbas: l’Ucraina non intende cedere le aree che ancora controlla, una delle questioni centrali e più controverse nei negoziati. Sul campo, intanto, continuano gli attacchi russi contro il territorio ucraino.
Le parole pronunciate oggi assumono così un valore che va oltre la semplice celebrazione nazionale. L’anniversario dell’indipendenza diventa, nelle parole del presidente, una dichiarazione politica: l’Ucraina vuole essere uno Stato sovrano e libero di scegliere le proprie alleanze e il proprio destino.
A rafforzare il carattere internazionale della giornata è stata anche la presenza a Kyiv di esponenti europei. Tra i partecipanti alle celebrazioni figura il primo ministro britannico Andy Burnham, alla sua prima visita internazionale da quando ha assunto l’incarico. Il viaggio è stato accompagnato dalla promessa di mantenere il sostegno britannico all’Ucraina.
La presenza dei leader stranieri vuole rappresentare un segnale di solidarietà mentre la guerra entra in una nuova fase di logoramento. Secondo Reuters, Zelensky ha chiesto agli alleati di aumentare gli aiuti militari e la pressione attraverso le sanzioni, sollecitando inoltre un ruolo più deciso delle principali potenze internazionali.
Il 24 agosto 1991 il Parlamento ucraino approvò la Dichiarazione di indipendenza, pochi mesi prima della dissoluzione ufficiale dell’Unione Sovietica. Da allora, il 24 agosto è diventato la festa nazionale dell’Ucraina.
Trentacinque anni dopo, quella scelta torna al centro della vita politica del Paese. Per Zelensky, l’indipendenza non è soltanto una ricorrenza storica, ma un principio da difendere nel presente.
Ed è proprio su questo punto che il presidente costruisce il suo messaggio: l’Ucraina può cercare la pace, negoziare e confrontarsi con gli alleati, ma senza rinunciare alla propria sovranità. «Sogniamo la libertà», ha detto Zelensky, trasformando il 35° anniversario in una nuova riaffermazione dell’identità nazionale ucraina.
