Anoressia e cyberbullismo, parla una vittima: “Tante persone si sono suicidate, poteva succedere anche a me ma sono stata fortunata”

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Agenpress – Giulia è una ragazza di 24 anni di Catania. Oggi la sua vita è serena, studia con profitto all’Università e ha un fidanzato che la rende felice. In passato, però, ha rischiato di morire. E’ stata vittima di cyberbullismo, si è ammalata di anoressia ed è arrivata a pesare 36 chili. “Tante persone si sono suicidate. Poteva succedere anche a me ma sono stata fortunata. Dal 2015 al 2017 ho passato due anni terribili”, racconta Giulia a Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente.

La storia

“Quando sono stata lasciata dal mio ragazzo, tra l’altro via messaggio, ho sofferto molto e sono dimagrita molto. E’ stato un momento talmente brutto che ho perso tanti chili. A quel punto le persone mi dicevano: ‘Ma mangi?’, ‘Sei troppo magra’, ‘Le ossa ai cani’. Mi facevano sentire un mostro. Tutti, sia parenti che conoscenti, mi facevano notare quanto fossi magra. Come se a casa non avessi specchi e non me ne fossi già accorta da sola. E notavo come per la gente magro fosse sinonimo di malato, tutti pronunciavano la parola “magra” con un tono pieno di disprezzo”.

L’anoressia

“Avevo un nuovo difetto e io già di difetti ne avevo tanti e avevo poca autostima. Io non mi piacevo. La gente mi diceva che non mangiavo, non sapendo la causa per cui ero così magra, tutti davano per scontato che fossi anoressica.  Poi anoressica lo sono diventata davvero, stavo male. A maggio 2015 sono dimagrita, a febbraio 2016 è iniziata la battaglia con il mio disturbo alimentare. Pesavo 36 kg, mi entravano i vestiti di quando avevo 12 anni. Non toccavo cibo, quel poco che ingerivo erano pappette e cose liquidi, non riuscivo a mangiare cibi solidi. Finire una semplice fettina di prosciutto era un’impresa, fissavo il piatto per ore, avevo la nausea”.

Cyberbullismo

“Passavo parecchio tempo su Facebook. Pubblicavo delle foto che distorcevano la mia figura perché avevo un telefono vecchio. Pubblicavo delle foto di bassa qualità e le ritoccavo male. Qualsiasi post, qualsiasi commento nei vari gruppi diventava oggetto di insulti verso la mia persona. La gente invece di commentare il mio pensiero mi insultava. Mi scrivevano: ‘Ma ti sei vista in faccia?!’, ‘Fai schifo’, ‘Sembri Morticia versione tumore’, ‘Devi morire’. Ci stavo malissimo, avevo 21 anni. Ho iniziato a guardarmi nel modo in cui gli altri guardavano le mie foto, mi sentivo un mostro”.

Le richieste di amicizia solo per insultare

“Le cose peggioravano sempre di più. Un giorno mi è capitato di leggere su Fb un post di un ragazzo che non conoscevo ma che era tra i miei amici. Ho guardato i commenti ed erano una sfilza di insulti. Credo che quel ragazzo avesse dei problemi e la gente si accaniva su di lui. Invece di essere sensibili, lo prendevano in giro. Io ho difeso questo ragazzo ma l’effetto è stato calamitare l’attenzione dei suoi followers su di me, tutti si scagliavano contro di me. Ogni giorno ricevevo tante richieste di amicizia, io le accettavo e mi sono ritrovata ad avere 3mila amici su Fb, persone che non conoscevo. Accettavo le richieste di amicizia perché volevano sapere cosa volessero. Ho ricevuto anche 400 richieste di amicizia in un giorno solo, come se fossi una celebrità, ma in realtà volevano solo prendermi in giro, dirmi che ero brutta, la loro intenzione era farmi sentire uno schifo. C’è gente che gode a far male agli altri, a scrivere insulti sui social. I commenti più frequenti erano: fai schifo, sei tutta ossa, ma mangi?, sei un cesso, assomigli a Marylin Manson, sei strabica, sembri Samara. fai paura, sei brutta come la morte”.

Il consiglio alle vittime di cyberbullismo

“Non date importanza a quello che la gente dice per cattiveria, non dobbiamo dare loro il potere di farci del male. Sono persone vili che vivono dietro a una tastiera, a un monitor. Se quelle stesse persone che insultano su internet si trovassero davanti alla vittima non avrebbero il coraggio di dire niente. Molti parlano solo per dare aria alla bocca, per fare i fighi o prendere qualche like. Non siamo noi vittime che ci dobbiamo vergognare ma i leoni da testiera. Io sono stata fortunata, ho reagito, ma c’è chi per le persecuzioni su internet si è tolto la vita”.

Giulia oggi

“Oggi sono contenta, il peggio è alle spalle. Sono guarita dall’anoressia, ho conosciuto il mio ragazzo che mi rende felice e ho imparato, grazie a lui, ad accettarmi. Pian piano sono tornata a guardarmi nel modo giusto, sono una ragazza come tante altre, posso piacere o meno. Ho accettato i miei difetti, non me ne vergogno. Grazie a lui ho ricominciato a mangiare, ho preso qualche chilo. Ora mi amo per quello che sono. Lui mi ha liberata dall’ansia di dover essere a tutti i costi come piace alla società, e mi ha fatto capire che non avevo niente di sbagliato”.