Il made in Italy della solidarietà al tempo del coronavirus

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Le mascherine di Laura, fatte a mano, per i comuni del territorio di Arona, Lago Maggiore.

di Ketty Carraffa


Agenpress. Quando si parla di Made in Italy, ormai da alcuni decenni, s’intende la grande forza comunicativa e d’immaginario collettivo, collegata al “brand Italia” e a tutto ciò che comprende produzione e bellezza del nostro meraviglioso Paese. Da molti anni mi occupo di Made in Italy, in ogni sua sfaccettatura, dal quello imprenditoriale a quello culturale e sociale.

In questi giorni di isolamento forzato e di vita vissuta con la Home Working,, sono in contatto con donne e uomini che utilizzano un Made in Italy solidale, nel senso di un atteggiamento tipicamente italiano, che mette a disposizione una concreta solidarietà, attraverso una testimonianza di professionalità e creatività conosciuta nel mondo, da sempre ma che ha bisogno di uscire allo scoperto.

In particolare, le  questo momento di grande emergenza sanitaria, economica e sociale, è quasi indispensabile affrontare i problemi con una visione diversa, più concentrata sulle emozioni e la fratellanza, fondamentali per il superamento delle avversità.

E’ inevitabile che, di fronte alla tragedia immane, si sviluppino diverse forme di comportamento verso il problema devastante del contagio del virus, con la possibilità di ogni essere umano di dare, chi più chi meno, un senso positivo all’isolamento forzato nelle nostre case.

Durante i mesi di febbraio e marzo che hanno colto tutto il mondo impreparato nella creazione di qualsiasi mezzo veloce di contrasto alla pandemia del covid 19,

tante sono state le iniziative governative, ma anche variegate sono tutt’ora, quelle realizzate, e completamente auto organizzate, da cittadini, associazioni, imprese e istituzioni, che hanno raccolto la solidarietà, con azioni concrete rivolte alle persone in difficoltà.

In supporto alle tante comunità che non hanno accesso alle distribuzioni “centralizzate”, ad esempio, dei dispositivi di protezione individuali, (le introvabili mascherine), si sono formate squadre di privati e di imprenditrici, in tutta Italia, che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze, per contribuire alla solidarietà imminente, e alla mancanza di questi preziosissimi dispositivi, lavorando da casa o nelle loro sedi d’impresa, per la collettività.

E’ il caso di Laura Gallia, titolare della Modisteria Gallia e Peter, antica bottega milanese pluripremiata, che, avendo chiuso l’attività artigiana del suo atelier di Milano, dei favolosi cappelli richiesti sino a due mesi fa, dalle signore eleganti di tutto il mondo, non ci ha pensato un attimo a predisporre la sua casa, in un laboratorio e servizio in prima linea, cucendo centinaia di mascherine e organizzando volontariamente, un servizio di confezione, con altre 30 sarte, per la consegna  dei dispositivi al Comune di Arona, sul lago Maggiore, con il supporto di altri volontari.

Laura, che non avrebbe mai pensato di trovarsi in questa situazione, essendo sempre in movimento ma in pianta stabile a Milano, per il suo lavoro, ora, si trova a vivere, con grande umiltà, un’’esperienza diversa, che le ha fatto conoscere un’altra realtà, quella “di paese”, con il vero contatto umano, creando nuovi legami con i vicini di casa e anche con le istituzioni, che prima non aveva.

Una scoperta, in un periodo della vita, che ha portato Laura, come tanti di noi, a valorizzare i rapporti umani e a riscoprire quotidianità nascoste nella memoria.

In particolare, Laura, ha riscoperto il senso della solidarietà, della comunità e della vicinanza con gli altri, attraverso la conoscenza del Sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, che ora sente al telefono spesso, e con il quale è in contatto giornaliero, con le altre sarte della zona, per soddisfare le tante richieste emergenziali del territorio novarese, da parte di: supermercati, poste, Rsa, banche, vigili urbani, guardia di finanza, vigili del fuoco e aziende del territorio.

Visti i ritardi a volte inevitabili delle istituzioni centrali per la distribuzione dei materiali sanitari di supporto alla cittadinanza, e le priorità per i grandi ospedali, queste piccole azioni locali risultano fondamentali, con la consapevolezza che contribuire ad aiutare persone in grande difficoltà danno un’immagine concreta e reale del nostro Made in Italy più vero, dall’istinto solidale e creativo di donne uomini, imprenditori  o no, che, pur trovandosi bloccati, nel proprio lavoro non stanno con le mani in mano e mettono a disposizione i macchinari e gli strumenti al servizio della bellezza dell’umanità.