Roma. Manifestazione contro il governo Conte, con la scusa del coronavirus ci affamate. 70 denunciati

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Agenpress – 200 persone hanno manifestato  oggi a Roma,  senza rispettare il distanziamento sociale, cercando di dirigersi verso palazzo Chigi, dove erano radunati altri manifestanti, imboccando via del Corso, ma sono stati fermati dalle camionette e dagli uomini in assetto antisommossa della polizia di Stato.

Impossibilitati ad andare avanti i manifestanti si sono dunque prima sdraiati a terra, alcuni hanno poi cercato di passare su via del Plebiscito e corso Vittorio Emanuele. Sempre scortati dalla Polizia, il corteo è stato lentamente diviso. Alcune decine di manifestanti continuano adesso a protestare su corso Vittorio intonando il coro “Libertà, libertà” e l’inno di Mameli. La manifestazione è stata organizzata contro il governo Conte, colpevole secondo alcuni dei partecipanti “di affamare gli italiani con la scusa del coronavirus” considerato da diversi un’invezione. Il virus, secondo i manifestanti, è un’invenzione dei governi.

Una decina di manifestanti ha provato a spingere un blindato della polizia che sbarrava la strada. “Fateci passare” hanno urlato i manifestanti agli agenti che erano schierati in tenuta antisommossa alle palle del blindato. “Ci hanno spruzzato lo spray al peperoncino per disperderci” hanno detto i manifestanti che si sono poi dispersi.

70 al momento gli identificati e denunciati . Secondo quanto si è appreso, sono al vaglio anche le sanzioni riguardo il mancato rispetto delle norme anti-Covid: i manifestanti erano senza mascherina, non rispettavano le distanze antiassembramento e alcuni arrivavano fuori dal Lazio, violando così il divieto di mobilità tra regioni.

“Rimaniamo qui a oltranza. Occupiamo piazza Venezia e montiamo delle tende”, hanno detto alcuni manifestanti.  “Occupiamo questa piazza per il futuro dei nostri figli e per tutto quello che ci hanno levato in questi mesi – dice al megafono un partecipante – il Governo ci ha tradito”.

“Se siamo qui oggi è perché siamo veramente disperati”, hanno detto  agli agenti delle forze dell’ordine un gruppo di donne di Bergamo. “Siamo persone perbene – ha detto una delle donne a un agente – tu sei mio fratello. Siamo tutti Italiani”. “Fateci passare che e’ la cosa più giusta” ha detto un’altra.