Sicilia: Armao, “Recovery fund” e “Mes”, ultime occasioni per superare il divario nord-sud

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AgenPress. L’accordo del Recovery fund è una grande occasione, forse l’ultima, per colmare il divario tra Nord e Sud. La vede così l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, che – in un’intervista a Live Sicilia – assicura tempi stretti perché arrivino gli attesi provvedimenti attuativi della finanziaria regionale anti-Covid (dopo tre mesi) e annuncia novità sulle partecipate.
L’accordo sul recovery fund raggiunto porterà per la sicilia “straordinari vantaggi. È evidente che poi dovremo negoziare con lo Stato il riparto. Non si commetta l’errore che si è fatto con lo sforamento del deficit, dove per le autonomie si sono trovati otto miliardi su cento. Bisogna guardare alla Spagna dove invece lo Stato centrale sta affrontando la crisi insieme con le autonomie locali. L’Italia ha due morfologie diverse, non lo si può curare con una sola terapia, che si rivela abbastanza proficua per il centro nord e del tutto non proficua per il centro sud. Ad esempio, prendiamo l’accesso al credito agevolato: la Sicilia ha visto distribuito non più del 5,80 per cento dei fondi disponibili per il prestito garantito. Dei finanziamenti fino a 30mila euro, Lombardia ed Emilia Romagna insieme prendono quanto tutto il Mezzogiorno”.
“È l’occasione, l’ultima a mio avviso, per superare il divario pesantissimo Nord-Sud. Per prima cosa dobbiamo chiedere misure calibrate per un Paese diviso, non misure unitarie, ma che intervengano con modalità differenziate. Qui ci vogliono infrastrutture e poi bisogna investire sul capitale umano. Io ho lanciato la proposta del Sicily working: lo smart working dà una grande possibilità ai nostri siciliani che lavorano all’estero di tornare a vivere in Sicilia. Se poi creiamo un ambiente di agevolazione fiscale e investiamo sulle infrastrutture abbiamo creato gli assi necessari per lo sviluppo. In questo il Recovery Fund è fondamentale. E non è un successo del governo. È un successo dell’Europa. Che ha dimostrato di saper guardare al futuro”.
Colloquiando in un blog, Gaetano Armao, affronta anche il tema del MES che “serve all’Italia, subito. Per la Sicilia sarebbero disponibili in tempi rapidissimi 3 miliardi…” Secondo il Vicepresidente della Sicilia “ E’ sbagliato considerare il MES come strumento di coercizione e controllo da parte dell’UE. Il Recovery fund è una svolta epocale. E si aggiunge alle altre misure già definite. Hanno vinto i popolari guidati da Angela Merkel. Hanno vinto i liberali di Macron. Gli euroscettici sono stati sconfitti. Si volta pagina rispetto a una governance del passato…” E tornando al Mes “lo ripeto. L’Italia ha solo beneficiato di una svolta che anche il Financial times ha riconosciuto come epocale. Quando si affonda , non si sceglie la cima alla quale aggrapparsi, si utilizzano tutte…”
Siamo di fronte a due strumenti complementari (Mes e recovery fund) come il quantitative easing della BCE o le misure varate dalla BEI. L’Europa ha predisposto una straordinaria reazione contro la crisi mentre le misure nazionali, incerte confusionarie sperequative per il sud, languono…-“ E per il l ricorso al Mes, tenendo conto delle esigenze siciliane ”Non c’è tempo, occorre intervenire subito. Il governo nazionale è dilaniato da conflitti interni che rallentano l’attuazione di misure ed anche le risposte alle Regioni che, al contrario, hanno dimostrato di esser più veloci. Ma si preferisce far prevalere il centralismo, il delirio di onnipotenza improduttivo di chi pensa di controllare tutto…”
Rispetto poi alle risorse messe in campo dall’esecutivo – prima dello “slancio europeo” – Armao sottolinea che il Governo si è mosso “Tardi e male”:  “Avevo previsto, già a marzo ,che sarebbero stati necessari 100 miliardi di deficit. Bene, ci stanno arrivando solo adesso. Avevamo chiesto più spazio per le autonomie per rendere più flessibili e veloci gli interventi di sostegno all’economia… “, ma “Le autonomie ricevono neanche il 10% delle risorse disponibili. Sul recovery plan al sud dovrà destinarsi il 50% se si vuol realmente cogliere l’ultima occasione per superare il divario che si sta aggravando”