Alexey Navalny dimesso dall’ospedale. Cremlino: “può tornare in Russia quando vuole”

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AgenPress –  Il leader dell’opposizione russa Alexey Navalny è stato dimesso dall’ospedale la Charité di Berlino, dove era stato ricoverato dopo il presunto avvelenamento a Tomsk.

“Il giorno è arrivato, evviva! I medici hanno deciso che l’ulteriore recupero non richiede un trattamento ospedaliero, ma una normalizzazione della vita. Camminare, passare del tempo con la famiglia, la routine dei movimenti quotidiani. E ora, opplà, sto già arrancando per il parco in pantaloni di tre taglie più grandi”, ha scritto su Instagram.

“Per la prima volta sono stato portato davanti a uno specchio, dopo 24 giorni in terapia intensiva (di cui 16 in coma). E dallo specchio mi ha guardato un personaggio del film ‘Il Signore degli anelli’. E credetemi, non era un elfo”, ha aggiunto Navalny, che ha ringraziato “tutto il team di medici della clinica Charité” e “il professor Eckard personalmente”.

Dopo 32 giorni di ricovero, 24 dei quali trascorsi in terapia intensiva, le condizioni del dissidente russo “sono migliorate al punto che il trattamento medico può essere terminato” e il paziente è stato dimesso ieri dall’ospedale della capitale, si legge nel comunicato. “Alla luce del decorso finora osservato e delle attuali condizioni, i medici ritengono possibile una guarigione piena”, si legge ancora. “Eventuali conseguenze dal grave avvelenamento nel lungo periodo potranno essere valutate soltanto nel corso del tempo”, aggiunge la nota. Navalny era stato ricoverato allo Charitè di Berlino il 22 agosto, dove era stato trasferito dalla Russia per volere di sua moglie. In Germania è stato riscontrato un avvelenamento da Novichok, confermato successivamente dai laboratori di Svezia e Francia.

Se  vuole tornare in Russia è libero di farlo, come ogni cittadino russo“,  ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax. Peskov ha poi aggiunto di essere felice della notizia che Navalny si sta riprendendo ma ha sottolineato di non avere “informazioni credibili” sul fatto che è stato dimesso.