Nizza. Attentato, tre morti e un ferito grave. Donna decapitata. Assassino grida “Allah Akbar”

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AgenPress – Tre persone sono state uccise all’interno della chiesa nel cuore della città stamattina verso le nove: una donna è stata decapitata, un uomo, il sacrestano, sgozzato. C’è poi un ferito grave, colpito davanti alla chiesa.

È il secondo attacco simile che avviene in Francia in poco tempo: già dieci giorni fa nella banlieue di Parigi era stato decapitato il professore Samuel Paty.

“L’autore dell’attentato – ha riferito il sindaco Christian Estrosi – mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar“. Per il primo cittadino di Nizza, “non c’è alcun dubbio sulla natura dell’attacco”. Tra le tre vittime c’è anche il custode della chiesa di Notre-Dame.

“Grazie alla polizia municipale che ha catturato l’autore dell’accoltellamento”, ha poi aggiunto il sindaco su Twitter, pubblicando varie fotografie del luogo dell’attacco. Il primo cittadino, che è andato sul posto, ha chiesto agli abitanti di evitare l’area. Per ragioni di sicurezza tutte le chiese della città sono state chiuse e poste sotto sorveglianza.

Intanto, una cellula di crisi è stata aperta a Place Beauvau, sede parigina del ministero dell’Interno, dove sono attesi il presidente Emmanuel Macron e il premier Jean Castex. Un minuto di silenzio è stato, invece, osservato all’Assemblea Nazionale.

“Non ci sono dubbi sul fatto che fosse un militante islamo-fascista” dice il sindaco di Nizza Christian Estrosi secondo cui l’assalitore ha continuato a urlare “Allah Akbar” mentre i soccorsi lo stavano portando in ospedale.

Emmanuel Macron arriverà nelle prossime ore a Nizza. Il premier Jean Castex, che stava parlando in parlamento a proposito del nuovo lockdown che comincia questa sera, ha chiesto ai deputati un minuto di silenzio. Con l’accoltellamento vicino all’ex sede di Charlie Hebdo a fine settembre, la decapitazione di Paty, è il terzo attacco in poco più di un mese sull’onda delle proteste per la ripubblicazione delle caricature di Charlie Hebdo.