Annamaria Parente (pres. Comm. Sanità): “Il Mes va utilizzato, non prenderlo è una sciagura”

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AgenPress. La presidente della Commissione Sanità del Senato, Annamaria Parente (Italia viva), è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle tensioni nella maggioranza. “A noi sta a cuore la questione di come affrontiamo il tema della sanità in questa fase delicatissima del nostro Paese –ha affermato Parente-. Stiamo ponendo la questione dell’utilizzo dei 36 miliardi del Mes, non prenderlo è una sciagura. Anche nel M5S c’è chi la pensa come noi, anche se non lo dice, ma in Commissione ne parliamo e lo so. Poi c’è la questione dei 9 miliardi per la sanità del Recovery Fund che secondo noi sono pochi. Sul Recovery pensiamo che debba essere il Parlamento protagonista dei contenuti e della gestione delle risorse. All’improvviso invece ci siamo ritrovati un piano già scritto. Solo in parlamento si ricompongono le differenze, per questo dobbiamo trovare una quadra perché da questa crisi si esce soltanto insieme”.

Sull’incontro con il ministro Speranza. “Noi proprio ieri abbiamo invitato il ministro Speranza in commissione Sanità. Quando verrà la prima cosa che gli chiederemo sarà di aumentare il fondo da 9 miliardi per la sanità e spenderlo in medicina territoriale, di prevenzione, in telemedicina, in tutto ciò che mette al sicuro la sanità. Mi sta molto a cuore il tema del tracciamento e della sorveglianza attiva, il vaccino purtroppo non arriverà per tutti nei primi mesi dell’anno e dobbiamo fare un piano di tracciamento attivo”.

Sul vaccino anti-covid. “Non possiamo permetterci di sbagliare e di avere ritardi. Sarà fondamentale fare un’informazione corretta, molto puntuale ai cittadini per accompagnarli alla vaccinazione. Sappiamo che c’è qualche timore da parte della popolazione, noi dobbiamo convincere e accompagnare i cittadini. Dobbiamo poter cominciare al più presto. Il vaccino però deve essere coperto e accompagnato da altre misure, come il piano di sorveglianza e la medicina territoriale perché non arriverà subito per tutti il vaccino”.