Acca Larenzia. Alleanza Nazionale dona 30mila per acquisto immobile. Associazione: “atto dovuto. Per la difesa del sacrario”

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AgenPress – “L’Associazione culturale Acca Larenzia stigmatizza l’ennesimo attacco a mezzo stampa riguardo il nome della sezione e soprattutto il ricordo dei Caduti. Ancora una volta il sangue dei nostri Caduti viene oltraggiato vigliaccamente per mere strumentalizzazioni politiche dai soliti e noti giornalisti, imbeccati celatamente a dovere, che tentano di intorbidire un’iniziativa avvenuta alla luce del sole”.
E’ quanto scrive in una nota l’Associazione culturale Acca Larenzia dopo le polemiche per il finanziamento dell’acquisto della storica sede del Msi dove ci fu la strage del 7 gennaio 1978.

Ammonterebbe a 30mila euro il regalo elargito Alleanza Nazionale nei confronti dell’associazione neofascista Acca Larentia. Soldi utilizzati per acquistare lo storico covo dell’associazione, ex sede dell’Msi.

Ogni anno il 7 gennaio, migliaia di fascisti e simpatizzanti si riuniscono per celebrare il rito del ‘presente’ in onore dei tre militanti missini rimasti uccisi nel 1978. Secondo quanto scoperto dal quotidiano Domani, l’immobile – 50 metri quadri –  è stato comprato all’Inail dall’associazione Acca Larentia lo scorso anno per un valore di 70mila euro.

Una parte di questa somma, poco meno della metà, sarebbe stata finanziata dalla Fondazione Alleanza Nazionale, considerata la ‘cassaforte’ di Fratelli d’Italia. Nel rogito di acquisto del bilocale visionato dagli autori della notizia, si leggerebbe che 30mila euro provengono da una donazione inviata proprio dalla fondazione vicina al partito di Giorgia Meloni.

“Chi ha contribuito al buon esito della cosa sono soprattutto tutti i singoli militanti ed attivisti che con sacrificio si sono adoperati, a tutti i livelli, per permettere la continuità e l’esistenza della sede.
L’acquisto dell’immobile e la difesa quindi del Sacrario e del ricordo dei militanti uccisi è un atto dovuto e sacrosanto, in linea con la decennale attività della sezione stessa e di tutti i militanti che ancora oggi ne costruiscono, giorno dopo giorno, il percorso di salvaguardia storica come pure quello culturale e politico. Un attacco basato per lo più su un insieme di cialtronerie mentali messe insieme a livello sensazionalistico per suggestionare l’opinione pubblica, svelando tra l’altro una serie di rapporti di conoscenza tra storici esponenti e militanti che provengono, guarda un po’ che scandalo, dall’ennesima area politica di origine.
Ancora più goffi sono i riferimenti, con accenti enigmatici, sui viaggi in Siria, nazione con la quale l’Italia ha storiche relazioni, mai interrotte informalmente neanche durante la grave guerra decennale che ha sconvolto il paese arabo. Sorridiamo al pensiero di essere accusati anche quindi di collusione con l’attuale ministro degli esteri, che ultimamente ha ufficializzato la ripresa delle relazioni diplomatiche proprio con Damasco, nominando un nuovo ambasciatore italiano. Grazie ministro per averci accertati come precursori politici in difesa degli interessi nazionali.
Acclarato il bassissimo e abominevole livello raggiunto dal cosiddetto giornalismo d’inchiesta, che vela oramai con neanche troppo accuratezza vergognose contese e strumentalizzazioni politiche, non ci stupiremmo se anche questo articolo fosse finalista di qualche prestigioso premio letterario nazionale”.
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