AgenPress. Nuova bufera giudiziaria in Sicilia. L’ex presidente della Regione, Salvatore “Totò” Cuffaro, già condannato nel 2011 per favoreggiamento alla mafia e attualmente leader della Nuova Democrazia Cristiana siciliana, è finito nuovamente al centro di un’indagine legata a presunti appalti pilotati nella sanità regionale.
Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha sequestrato 80mila euro in contanti riconducibili all’ex governatore. Il denaro, secondo gli inquirenti, potrebbe rappresentare una tangente nell’ambito di un sistema di aggiudicazioni truccate, legate in particolare alla gestione di servizi sanitari e forniture ospedaliere. La procura sta approfondendo la provenienza delle somme e il possibile coinvolgimento di una rete di funzionari, imprenditori e intermediari politici.
Secondo quanto riferito dalle Forze dell’Ordine, circa 40 mila euro sono stati trovati nella cassaforte dell’abitazione di Cuffaro a Palermo, mentre la restante somma è stata rinvenuta nella tenuta di San Michele di Ganzaria, nel Catanese.
L’indagine rientra in un filone più ampio che, negli ultimi mesi, sta mettendo sotto la lente di ingrandimento gli appalti pubblici nel settore sanitario siciliano, considerato storicamente uno dei più esposti alle pressioni clientelari e ai condizionamenti esterni. Gli investigatori ipotizzano un sistema di relazioni che avrebbe consentito di orientare bandi e assegnazioni, con vantaggi economici per imprese compiacenti in cambio di pagamenti occulti.
Cuffaro, interpellato, ha dichiarato di essere “completamente estraneo ai fatti” e di voler collaborare con la magistratura. Il suo entourage politico parla di un «attacco strumentale» volto a indebolire la crescita del movimento da lui guidato, oggi nuovamente influente in diverse amministrazioni locali siciliane.
La vicenda avviene in un momento di particolare delicatezza per la politica regionale: la sanità, con i suoi miliardi di euro di budget, resta un terreno decisivo di potere. Le indagini in corso potrebbero avere ripercussioni non soltanto giudiziarie, ma anche elettorali e istituzionali, soprattutto nelle dinamiche di alleanze e rapporti interni al centrodestra siciliano.
La Procura, intanto, prosegue nel lavoro di acquisizione di documenti e tracciamento dei flussi finanziari, mentre si attendono ulteriori sviluppi che potrebbero portare a nuovi provvedimenti e ampliamenti dell’inchiesta.
