L’Unione Europea pronta a inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista dei terroristi

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AgenPress. L’Unione Europea si appresta a compiere un passo significativo nella sua politica estera verso l’Iran: l’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane  nella cosiddetta lista delle organizzazioni terroristiche.

Lo ha dichiarato l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE Kaja Kallas alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione, sottolineando che “se qualcuno agisce come un terrorista, deve anche essere trattato come tale”.

La lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE raccoglie gruppi considerati responsabili di attività estremiste e violente a livello internazionale, come Al-Qaida, ISIS, Hamas e la Jihad islamica palestinese. L’inserimento di un nuovo soggetto comporta divieti di ingresso nello spazio UE, congelamento dei beni e restrizioni economiche nei confronti dell’entità e dei suoi membri.

La proposta nasce nel contesto della violenta repressione delle proteste di massa interne in Iran, scoppiate negli ultimi mesi e sempre più critiche nei confronti del governo teocratico. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è stato accusato di aver svolto un ruolo centrale nel soffocare il dissenso, con morti, arresti di massa e repressione dura contro manifestanti pacifici.

In aggiunta, molti Stati membri europei e parlamentari europei ritengono che la designazione sia un modo per dare un forte segnale politico a Teheran e al resto del mondo sulla condanna della violenza e delle violazioni dei diritti umani.

Negli ultimi giorni diversi Paesi dell’Unione, tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna, si sono detti favorevoli o inclini a sostenere formalmente la proposta, rompendo resistenze passate e aumentando la probabilità di un consenso all’interno del Consiglio europeo.

Nonostante la forte spinta politica, la decisione di classificare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica richiede l’unanimità dei 27 Stati membri dell’UE, una soglia difficile da raggiungere in un dossier così delicato. Alcuni Paesi erano finora cauti, temendo potenziali ripercussioni diplomatiche o rischi per cittadini europei detenuti in Iran.

Dal punto di vista giuridico, inoltre, la lista terroristica è un atto politico ma con forti implicazioni legali e potrebbe aprire a contenziosi, anche considerando che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è formalmente parte delle istituzioni statali di Teheran.

Teheran ha già avvertito Bruxelles sulle conseguenze distruttive” di una tale designazione, definendo la mossa un atto potenzialmente destabilizzante nei rapporti bilaterali. L’ambasciatore italiano è stato convocato dalla diplomazia iraniana nei giorni scorsi in risposta al sostegno di Roma alla proposta.

Al momento il processo è in una fase avanzata di approvazione politica e potrebbe tradursi formalmente nell’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista entro le prossime settimane, se si raggiungerà il consenso necessario tra gli Stati membri.

L’eventuale inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista terrorista dell’UE rappresenterebbe una svolta storica nella politica estera dell’Unione, passando da mere sanzioni economiche a un riconoscimento formale delle attività del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come terrorismo internazionale. Questa decisione non è solo simbolica: potrebbe avere importanti ripercussioni diplomatiche, di sicurezza e sui rapporti tra UE e Iran nei prossimi anni.

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