Vittoria (RG). Presentazione del libro “Quid Est Veritas? L’eterna ricerca della verità” di Domenico Scilipoti Isgrò e Bruno Volpe

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AgenPress. Si è svolta sabato 23 maggio alle ore 16:00 presso la Chiesa Cristiana Evangelica di Via Evangelista Torricelli 10 – Vittoria (RG) la presentazione del libro “Quid Est Veritas? L’eterna ricerca della verità”, scritto dal Senatore Domenico Scilipoti Isgrò e dal Dott. Bruno Volpe.

L’incontro, organizzato dalla Chiesa Cristiana Evangelica di Vittoria, è stato introdotto e moderato dal Past. Francesco Cicerone. Sono intervenuti come relatore il Sen. Domenico Scilipoti Isgrò e, per i saluti istituzionali, il Dott. Alessio Pireddu, Vice-Presidente Vicario di Unione Cristiana. Numerosi i cittadini e rappresentanti di comunità ecclesiali presenti.

Quid Est Veritas? La verità come persona e criterio di azione
Il dibattito è partito dalla domanda di Pilato a Gesù [Gv 18,38], indicata come questione decisiva per ogni coscienza e per ogni comunità politica. È stato sottolineato che, nella tradizione cristiana, la verità non è prima di tutto un’idea da possedere, ma una Persona da incontrare: “Io sono la via, la verità e la vita” [Gv 14,6]. La ricerca della verità richiede un rapporto vivo con Cristo, che illumina la ragione e orienta la libertà.
La verità non si impone con la forza, ma si manifesta nella coerenza tra ciò che si crede, ciò che si dice e ciò che si fa. Una società che rinuncia alla verità oggettiva scivola nel relativismo, dove prevale il più forte e non il più giusto. Una politica che abbandona la verità perde la bussola e scambia l’opportunità con il bene comune.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”: il contenuto concreto della verità
I relatori hanno ricordato che la verità, per essere vissuta, si traduce nel comando pratico: “Ama il prossimo tuo come te stesso” [Mt 22,39; Mc 12,31; Lc 10,27]. Amare il prossimo significa riconoscere in ogni persona la stessa dignità che rivendichiamo per noi: diritto alla vita, alla giustizia, al lavoro, alla cura, e rifiutare ogni logica di scarto. È stato ribadito che non è possibile professare il Vangelo e sostenere scelte legislative o comportamenti pubblici che contraddicono la carità e la giustizia. La coerenza tra fede e azione pubblica è il banco di prova dell’autenticità cristiana. Sul perdono, è stato richiamato l’invito di Gesù a perdonare “settanta volte sette” [Mt 18,22], come impegno permanente a scegliere il bene e la riconciliazione nella vita personale e politica.

Famiglia: primo luogo dell’amore e della responsabilità
Un passaggio centrale dell’incontro ha riguardato la famiglia come primo ambito in cui si impara ad amare il prossimo. È stato evidenziato il ruolo insostituibile della famiglia nella trasmissione della fede, nell’educazione alla responsabilità e nella tutela della vita in ogni sua fase. I relatori hanno invitato a politiche che riconoscano e sostengano la famiglia, senza la quale viene meno il tessuto stesso della comunità.

Ecologia: custodia del creato come dovere di giustizia
Si è affrontato anche il tema dell’ecologia, intesa come custodia responsabile del creato. È emerso che la cura dell’ambiente è inseparabile dalla cura della persona: inquinamento, spreco delle risorse e abbandono dei territori colpiscono prima di tutto i più fragili. È stato proposto un approccio che coniughi sviluppo economico e rispetto per la casa comune, come segno concreto di amore per il prossimo presente e futuro.

Il processo a Gesù: lezione per la giustizia e la verità pubblica
Ampio spazio è stato dedicato al processo a Gesù, letto come caso emblematico del conflitto tra verità e potere. L’analisi degli eventi del Sinedrio e del pretore Pilato ha mostrato il rischio di sacrificare la verità per convenienza politica e consenso. Da qui l’invito a chi ha responsabilità pubbliche a non cedere a logiche di opportunismo, ma a mantenere il primato della coscienza e della giustizia, anche a costo personale.

La parabola del Buon Samaritano: criterio operativo per chi serve
La parabola del Buon Samaritano [Lc 10,25-37] è stata indicata come criterio pratico per la politica e per la vita pastorale. Prossimo è chiunque ha bisogno, indipendentemente da appartenenza e ruolo. La fede si verifica nella cura concreta, e il bene si fa assumendosi una responsabilità personale, senza delegare o rimandare.

L’impegno di Unione Cristiana
Alla luce dei temi trattati, Unione Cristiana ha ribadito i tre principi che guidano la sua azione:
Centralità della persona: ogni scelta parte dalla dignità umana, dal più fragile al più forte.
Coerenza tra fede e azione pubblica: la fede si misura nei fatti, non nelle dichiarazioni.
Cultura del perdono e della riconciliazione sociale: la politica deve creare le condizioni per la giustizia riparativa, non solo punitiva.

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