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8 marzo. Donne e lavoro, la parità economica con gli uomini avverrà tra 257 anni

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AgenPress – Tra il 2019 e il 2020 le difficoltà provocate dall’emergenza sanitaria hanno aggiunto almeno 55 anni alla linea temporale da percorrere per colmare il divario di genere nella parità economica fra uomo e donna. 𝐒𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚̀ 𝐭𝐫𝐚 𝟐𝟓𝟕 𝐚𝐧𝐧𝐢.
Sono i dati allarmanti che emergono dal convegno, organizzato dalla 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚, sul lavoro femminile in epoca di pandemia. A differenza di qualsiasi altro tipo di recessione in epoca moderna, la pandemia ha innescato un tipo di recessione che penalizza particolarmente le donne, creando perdite di posti di lavoro più significative per queste ultime rispetto agli uomini. Un tipo di recessione, quella pandemica, che oltretutto è più difficile da recuperare nel tempo, andando a intaccare i redditi complessivi delle famiglie. Non solo: quando il lavoro non è stato perso del tutto, la pandemia ha relegato le donne in un contesto di lavoro a casa dal quale risulterà difficilissimo uscire. Più che di smart working, gli esperti parlano di 𝐨𝐛𝐥𝐢𝐠𝐞𝐝 𝐣𝐨𝐛 𝐚𝐭 𝐡𝐨𝐦𝐞, peraltro con retribuzioni inferiori rispetto a quelle degli uomini.
In termini di sostenibilità sul lavoro, la criticità legata alle nuove tecnologie mobili è proprio quella di aver reso complicato prendere le distanze dal lavoro, i cui confini tra rispetto alla sfera personale sono particolarmente sfumati, rendendo difficile gestire prestazione lavorativa e famiglia.𝐃𝐢 𝐪𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐦𝐚𝐫𝐭 𝐰𝐨𝐫𝐤𝐢𝐧𝐠, 𝐚𝐝 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨. “Per questo è importante mantenere alta l’attenzione su questi temi – spiega

Angelica Addessi, 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐎𝐀 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚 – perché al di là delle petizioni di principio si intervenga a livello normativo creando una cornice giuridica che permetta di avvicinarsi alla parità di genere”.
“Noi giuristi intanto dobbiamo dare il buon esempio eliminando le disuguaglianze di genere nei nostri ambiti – aggiunge il 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐧𝐬𝐞 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢 – diversamente non saremmo credibili neppure nelle giuste battaglie per i diritti che svolgiamo all’esterno. Le donne nell’avvocatura sono una realtà ed una risorsa numerica ed economica da valorizzare a beneficio di tutti”.
Anche perché, conclude il 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐢 𝐎𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐆𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐢, “il vero obiettivo da raggiungere è la parità di genere, che si traduce nel ridurre tutte le disuguaglianze ma richiede un costante e crescente impegno delle donne. Un risultato che nel lungo periodo può favorire il benessere collettivo, non solo femminile dunque , e garantire la crescita economica dell’intero Paese”. (Dipartimento Comunicazione, Cons. Avv. Andrea Pontecorvo)
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