Meloni: “La stabilità non è un vezzo, ma uno scudo. Chi vuole ostacolarci non ha capito con chi ha a che fare”

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La premier celebra il record di longevità del governo alla festa di Fratelli d’Italia: «La stabilità non è un vezzo, ma uno scudo». E avverte gli avversari: «Chi vuole ostacolarci non ha capito con chi ha a che fare»


AgenPress.  Giorgia Meloni rivendica la durata del suo governo, ma soprattutto il consenso che, a suo dire, continua a sostenere l’esecutivo dopo quasi quattro anni di mandato. Dal palco della manifestazione organizzata a Bari da Fratelli d’Italia per celebrare il record di longevità del governo, la presidente del Consiglio ha trasformato il traguardo dei 1.413 giorni in un messaggio politico rivolto tanto alla propria base quanto agli avversari.

«Non dobbiamo essere fieri di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno», ha detto Meloni, ringraziando i militanti e i sostenitori presenti. Il riferimento è alla capacità della maggioranza di mantenere nel tempo il proprio consenso, elemento che la premier presenta come il risultato politico più significativo del record raggiunto dall’esecutivo.

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato il ruolo della partecipazione popolare: «Siete voi insieme ai milioni di italiani ancora al nostro fianco». Una rivendicazione che punta a legare la stabilità istituzionale alla tenuta politica della coalizione di centrodestra.

La premier ha quindi rivolto un messaggio diretto a chi, dentro e fuori dal Parlamento, potrebbe cercare di mettere in difficoltà l’esecutivo: «A chi intende ostacolarci dico: mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare».

Il tono è quello di una leader che, nel celebrare un risultato storico per il proprio governo, intende anche rilanciare la sfida politica in vista della parte finale della legislatura.

Uno dei passaggi centrali del discorso è stato dedicato alla stabilità. Meloni ha respinto l’idea che la durata dell’esecutivo sia soltanto una questione numerica o un motivo di orgoglio per la maggioranza.

«La stabilità non è stata un vezzo ma uno scudo», ha affermato, sostenendo che la continuità dell’azione di governo avrebbe consentito di «proteggere questa nazione».

Il tema della stabilità rappresenta uno dei principali argomenti con cui la premier rivendica il bilancio politico del suo esecutivo. Il governo Meloni, entrato in carica nell’ottobre 2022, ha infatti superato il precedente primato di durata di un singolo esecutivo della Repubblica, quello del secondo governo Berlusconi, rimasto in carica 1.412 giorni.

Nel comizio di Bari, Meloni ha collegato la stabilità interna anche alla posizione dell’Italia sul piano internazionale.

«L’Italia ha smesso di essere il caso sorvegliato in Europa», ha sostenuto, ricordando gli anni in cui, secondo la sua ricostruzione, l’instabilità politica italiana alimentava dubbi sulla durata degli esecutivi.

«Ai tavoli internazionali gli interlocutori internazionali dicevano: “Ora questo quanto dura?”», ha raccontato la premier. Un’incertezza che, a suo giudizio, indeboliva la capacità dell’Italia di difendere i propri interessi: «Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse».

Il messaggio è dunque chiaro: per Meloni la continuità del governo non rappresenta soltanto una questione di sopravvivenza politica, ma uno strumento attraverso cui l’Italia può accrescere il proprio peso nelle relazioni internazionali.

Meloni ha infine riconosciuto il ruolo della coalizione, sottolineando che il risultato raggiunto non sarebbe stato possibile senza la «famiglia» del centrodestra e ringraziando Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi per il loro contributo.

La festa di Bari assume così un significato che va oltre la celebrazione del record. Il messaggio della premier è quello di una maggioranza che rivendica la propria capacità di durare, di aver superato le tradizionali fragilità della politica italiana e di voler affrontare la fase conclusiva della legislatura facendo leva proprio sulla continuità dell’azione di governo.

Al centro della narrazione di Meloni resta quindi un binomio: stabilità e consenso. Il primo come strumento per governare e rappresentare l’Italia con maggiore forza, il secondo come prova — secondo la premier — che la lunga permanenza a Palazzo Chigi non avrebbe logorato il rapporto con una parte consistente dell’elettorato.

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