AgenPress. La diplomazia torna a muoversi sul fronte della guerra in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha indicato settembre come una possibile finestra per un nuovo incontro tra negoziatori ucraini, russi e statunitensi, dopo la missione degli emissari di Donald Trump a Mosca e Kiev.
«Se tutte le parti sono d’accordo, vogliamo tenerlo anche in autunno», è il messaggio attribuito a Zelensky, che guarda dunque ai prossimi mesi come a una possibile fase di rilancio del negoziato. L’obiettivo immediato sarebbe quello di riportare allo stesso tavolo le tre delegazioni e verificare se gli ultimi contatti americani abbiano creato le condizioni per un passo avanti.
Il nuovo tentativo diplomatico arriva dopo la visita in Russia e in Ucraina degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. I due hanno incontrato Vladimir Putin a Mosca e successivamente Zelensky a Kiev, in una missione pensata da Washington per riattivare un processo negoziale rimasto sostanzialmente fermo.
Secondo Witkoff, dai colloqui sarebbero emersi «progressi sostanziali», compresi passi avanti nella programmazione di ulteriori negoziati trilaterali.
Zelensky ha definito gli incontri con gli emissari americani molto concreti e ha riferito che Washington avrebbe presentato alcune proposte considerate interessanti da Kiev. Restano però enormi differenze tra le posizioni delle parti, soprattutto sulla questione territoriale e sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
L’ipotesi di un incontro già questo mese assume particolare rilevanza perché coincide con una nuova intensificazione dell’attività diplomatica americana. Zelensky aveva già annunciato nei giorni scorsi che gli emissari statunitensi avrebbero incontrato sia la leadership russa sia quella ucraina, con l’obiettivo di preparare il terreno a nuovi negoziati.
Un possibile appuntamento potrebbe inoltre collegarsi agli incontri internazionali previsti a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che potrebbe offrire un’occasione diplomatica per mantenere aperto il canale tra Washington, Kiev e Mosca.
La prudenza, tuttavia, rimane d’obbligo. Proprio mentre gli emissari americani lasciavano Kiev, la Russia ha lanciato una nuova pesante ondata di attacchi missilistici e con droni contro la capitale e altre aree dell’Ucraina. Il contrasto tra diplomazia e guerra sul terreno resta quindi evidente.
La possibilità di un nuovo vertice non significa automaticamente che un accordo di pace sia vicino. Il principale ostacolo continua a essere rappresentato dai territori occupati e dalle richieste delle due parti.
Kiev insiste sulla propria sovranità territoriale e chiede garanzie di sicurezza credibili da parte degli alleati occidentali. Mosca, invece, mantiene le proprie richieste territoriali e politiche. È proprio su questi punti che i precedenti tentativi negoziali si sono arenati.
Anche per questo Washington sembra puntare inizialmente su obiettivi più circoscritti: misure di de-escalation, questioni energetiche, scambi di prigionieri e possibili accordi relativi alle infrastrutture e alle esportazioni.
La frase di Zelensky guarda dunque oltre il singolo incontro di settembre. L’idea è mantenere aperto il processo anche nei mesi autunnali, quando la situazione militare potrebbe diventare ancora più difficile.
Il presidente ucraino ha infatti avvertito che la guerra potrebbe proseguire anche durante l’inverno. Washington, nel frattempo, sta valutando misure per ridurre l’escalation prima dell’arrivo del freddo e prepara con Kiev anche un possibile pacchetto di sostegno per la difesa aerea e l’energia.
La diplomazia, insomma, prova a correre contro il calendario militare.
Per Kiev, settembre potrebbe essere l’occasione per verificare se gli Stati Uniti siano realmente in grado di avvicinare le posizioni di Mosca e Kiev. Per Washington è una nuova possibilità di dimostrare che la pressione diplomatica può produrre risultati. Per Mosca, invece, il nodo resta capire quali concessioni sia disposta a fare l’altra parte.
Per ora non c’è un accordo e non c’è ancora un vertice trilaterale formalmente confermato. Ma dopo mesi di stallo, la possibilità di nuovi colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti è tornata concretamente sul tavolo. E settembre potrebbe essere soltanto l’inizio di una nuova fase negoziale.
