AgenPress. Emma Bonino è morta questa mattina a Roma, all’età di 78 anni. La storica esponente radicale, leader di +Europa e protagonista per oltre cinquant’anni della vita politica italiana ed europea, si è spenta dopo una lunga battaglia contro la malattia.
Bonino era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a un grave peggioramento delle condizioni respiratorie. Trasferita in terapia intensiva a scopo precauzionale, nei giorni successivi era uscita dalla rianimazione ed era stata trasferita in una struttura privata. Le sue condizioni erano rimaste «stabili ma delicate».
La notizia della sua scomparsa segna la fine di una delle figure più riconoscibili, combattive e controverse della politica italiana contemporanea. Una donna che ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica senza mai rinunciare alle proprie battaglie, spesso anche quando quelle battaglie la ponevano in netta minoranza.
La storia politica di Emma Bonino è indissolubilmente legata alle battaglie per i diritti civili. Negli anni Settanta fu tra le protagoniste della mobilitazione per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Italia.
Nel 1974, quando l’aborto era ancora illegale, Bonino ricorse a una pratica clandestina. L’anno successivo decise di autodenunciarsi pubblicamente, trasformando la propria esperienza personale in una battaglia politica. Da quella scelta nacque una delle campagne che avrebbero contribuito a cambiare profondamente la società italiana e che portarono alla legge sull’aborto del 1978.
Al fianco di Marco Pannella e del Partito Radicale, Bonino fece della disobbedienza civile, dei referendum e degli scioperi della fame strumenti di lotta politica. Divorzio, aborto, diritti delle donne, libertà individuali, abolizione della pena di morte, legalizzazione delle droghe e diritti dei detenuti furono soltanto alcune delle battaglie che la videro protagonista.
La sua attività politica non si fermò ai confini italiani. Bonino fu parlamentare italiana ed europea e, nel 1995, entrò nella Commissione europea, dove si occupò di aiuti umanitari, pesca e tutela dei consumatori.
La sua esperienza europea contribuì a renderla una figura conosciuta anche oltre l’Italia. Nel corso degli anni si impegnò contro la fame nel mondo, le mutilazioni genitali femminili, la pena di morte e per la difesa dei diritti delle donne, compresi quelli delle donne afghane.
Fu anche ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta e ministra per gli Affari europei. Per tutta la sua carriera rimase una convinta sostenitrice dell’integrazione europea e dell’idea di un’Europa più unita.
Nel 2015 Bonino aveva annunciato pubblicamente di essere affetta da un tumore al polmone. Dopo anni di cure, aveva dichiarato di aver superato la malattia, ma negli ultimi anni aveva dovuto affrontare diversi problemi di salute e ricoveri per difficoltà respiratorie.
Anche di fronte alla malattia non aveva abbandonato la politica. Aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico e a sostenere le proprie battaglie, mantenendo quella presenza diretta e inconfondibile che aveva caratterizzato tutta la sua carriera.
Nel 2024, in un momento particolarmente difficile per la sua salute, aveva ricevuto anche la visita di papa Francesco nella sua abitazione romana. Un incontro dal forte valore simbolico tra due personalità lontanissime su molte questioni etiche, ma unite dalla stima reciproca e dall’attenzione alle grandi questioni umanitarie.
La morte di Emma Bonino lascia un vuoto nella politica italiana. Anche i suoi avversari ne hanno spesso riconosciuto il coraggio, la coerenza e la capacità di portare al centro del dibattito temi che per lungo tempo erano rimasti ai margini.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur sottolineando le profonde differenze politiche, ha riconosciuto a Bonino un ruolo importante nella storia della Repubblica e nella vita pubblica italiana.
Bonino ha attraversato decenni di politica senza cercare necessariamente il consenso. La sua cifra è stata piuttosto quella della battaglia: scegliere una causa, sostenerla fino in fondo e accettare anche il prezzo dell’isolamento politico.
Dall’aborto alla libertà individuale, dall’Europa ai diritti umani, dalla lotta contro la pena di morte alla difesa dei migranti, Emma Bonino ha costruito la propria storia politica attorno a un’idea semplice e radicale: la libertà non è mai conquistata una volta per tutte e deve essere difesa ogni giorno.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde una delle sue voci più riconoscibili e combattive. Una protagonista della storia politica del Paese che, per oltre mezzo secolo, ha fatto della libertà e dei diritti la propria ragione di vita.
