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Coronavirus. Aifa, ne saremo fuori con 70% italiani immunizzati. Vaccinare 40-50mln

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AgenPress – “Se è vero che gli studi clinici indicano che i vaccino sono in grado di evitare non solo le sintomatologie gravi ma soprattutto il contagio, dall’altro lato si inizierà a intravedere la luce fuori dal tunnel “quando almeno il 70% delle persone sarà immunizzato” ovvero “la soglia minima per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge che impedisce al virus di circolare”.

Lo dice Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), in un’intervista a La Stampa. “Ma sarà un’operazione lunga e difficile, perché parliamo di vaccinare almeno 40 se non 50 milioni di italiani. E per ottenere una piena immunizzazione per tutti servirà un richiamo a distanza di 3 settimane. Quattro nel caso di Moderna. Solo il vaccino dell’americana Merk Sharp & Dohme richiede una sola somministrazione, ma non arriverà prima dell’estate prossima”.

Pfizer e Moderna hanno annunciato il successo degli studi clinici di terza fase dei candidati vaccini, con un’efficacia pari o superiore al 90% nel “prevenire il contagio e quindi la malattia” con una risposta anticorpale “a livelli elevati per qualsiasi fascia d’età”.

“Sarà un’operazione lunga e difficile – spiega – perché parliamo di vaccinare almeno 40 se non 50 milioni di italiani. E per ottenere una piena immunizzazione per tutti e tre i vaccini in fase di sperimentazione, servirà un richiamo a distanza di 3 settimane” che per il vaccino Moderna si estende a 4. La prima dose riuscirà a sviluppare “dopo i primi 10-12 giorni una barriera anticorpale” che dovrà “essere rafforzata dalle seconda dose.

Si inizierà a vaccinare “il personale sanitario, perché vogliamo che i nostri ospedali continuino a funzionare. Contemporaneamente somministreremo i vaccini agli anziani delle Rsa e alle forze dell’ ordine. Poi passeremo ai grandi anziani, anche se dobbiamo ancora decidere se conterà soltanto l’età o anche la presenza di altre patologie gravi. Via via sarà poi il turno di tutti gli altri. Diciamo che entro il 2021 potremmo aver coperto l’intera popolazione. Si sta già lavorando a un piano. Poi bisognerà mobilitare tutti i centri vaccinali, oltre che medici di famiglia e pediatri”.

 

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