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Coronavirus. Chiusura forzata e mancanza di liquidità spingono alcuni imprenditori al suicidio

Agenpress – Ci sono morti per malattia da coronavirus, e morti come conseguenza della crisi economica. 

La chiusura forzata delle imprese da circa due mesi sta, inevitabilmente, mettendo in ginocchio, gran parte delle attività produttive e, conseguentemente, numerose famiglie italiane.

Tra le numerose problematiche, l’emergenza COVID-19 cagionerà un notevole aumento dei casi di sovraindebitamento, ossia lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, ovvero di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre
procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali nel
caso di crisi o insolvenza.

Un imprenditore di 66 anni leccese, amministratore unico di una azienda dell’ortofrutta ha deciso di farla finita impiccandosi con una corda. A ritrovarlo, ormai esanime, è stato intorno alle ore 10:30 un suo dipendente, che ha immediatamente lanciato l’allarme.  Al momento non si capisce quali siano le ragioni dell’estremo gesto della vittima, anche se pare che l’imprenditore avesse delle difficoltà di natura economica.

Temeva di non riuscire a salvare i suoi dipendenti e l’azienda, che a causa dell’emergenza coronavirus era piombata in una crisi senza precedenti, e per questo aveva manifestato l’intenzione di suicidarsi. I carabinieri di Calderara di Reno, in provincia di Bologna, sono però stati informati dei propositi dell’imprenditore e sono riusciti a salvarlo. L’uomo, un italiano, voleva uccidersi perchè, a causa dell’epidemia, era stato costretto ‘a fermare l’attività industriale, aumentando i debiti e fermando le entrate’.Le crisi economiche sono, da sempre, il catalizzatore di drammi umani. Lo abbiamo visto con l’ultima, dalla quale ci stavamo appena rialzando, quando il Coronavirus ci ha travolti. Il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop) David Lazzari teme che possiamo ritrovarci nella stessa situazione di una decina di anni fa, quando la recessione globale spinse al suicidio migliaia di imprenditori.

“Di fronte alle preoccupazioni per le prospettive economiche, siamo chiamati ad agire subito per evitare un impatto che potrebbe rivelarsi drammatico.  Nonostante gli aiuti economici messi in campo per sostenere le aziende, tanti piccoli imprenditori potrebbero ora trovarsi in situazioni insostenibili, dettate da stress e stati d’ansia. D’altra parte, i dati della letteratura internazionale parlano chiaro: l’aumento del tasso dei suicidi è legato alle crisi economiche. È nella fase della ripresa dunque che serve offrire strumenti per dare modo ai lavoratori di riorganizzare l’attività al meglio, insieme al supporto psicologico

 

 

 

 

“Si può morire direttamente perché contagiati, ma si può morire anche indirettamente (dentro l’anima)”, dice il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, denunciando un aumento dei suicidi in questo periodo di emergenza sanitaria. “In questi ultimi giorni i numeri, non del tutto confermati anche per la delicatezza dei casi in questione, ci raccontano di un aumento dei suicidi; nelle ultime settimane almeno tre a Faenza”, evidenzia il primo cittadino.

“L’abisso umano è talmente profondo, unico e irripetibile che è impossibile generalizzare. Senza dubbio però le sofferenze già presenti prima dell’emergenza, è inevitabile che in questo periodo tendano ad amplificarsi. E sappiamo come, a volte, basti davvero poco a spezzare i delicati equilibri psicologici di una persona e condurla a non vedere più alcuna via d’uscita”.

 
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