Franco Locatelli: “La variante Omicron non è un banale raffreddore”

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AgenPress. Sulle mascherine al chiuso “faremo una nuova valutazione ad aprile. Teniamo una linea di prudenza” dice il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Sarebbe fuori dalla storia gestire la pandemia come un anno fa, ma ci vuole cautela e fiducia. La pandemia non è finita”.
E sulla quarta dose di vaccino sono previste “verifiche se e in che periodo farla”.
Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 27 marzo 2022, l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’ di pazienti Covid è ferma al 14% in Italia (un anno fa era al 43%) ma nelle ultime 24 ore cresce in 10 regioni e in 6 supera il 20%: Calabria (34%), Umbria (32%), Basilicata (29%), Sicilia (25%), Marche (22%), Puglia (21%).
L’occupazione delle terapie intensive, invece, è stabile al 5% in Italia a fronte del 40% raggiunto esattamente un anno fa, ed è sotto il 10% in tutte le regioni.
“Non pensiamo che la variante Omicron sia un banale raffreddore. Lo può essere per i soggetti coperti da un ciclo di vaccinazione”, dichiara Franco Locatelli,
“Certamente non lo è – aggiunge Locatelli – per chi non è adeguatamente immunizzato”.
In riferimento alle cure farmacologiche contro il virus, il presidente del Consiglio superiore di sanità ha detto che “esistono oggi due farmaci: Paxovlid e Molnupiravir che hanno significativa efficacia.
Soprattutto il primo, negli studi clinici controllati, si è dimostrato efficace nel prevenire la progressione a forme gravi in quasi il 90% dei casi. Va forse reso più agile il meccanismo di accesso per incrementare la percentuale dei soggetti che vengono ad essere trattati”.
“Gli anticorpi monoclonali – spiega ancora Locatelli – possono essere un”altra strategia, anche se ricordiamo che l’emergenza della variante Omicron ha dimostrato una perdita di efficacia per alcuni di essi. E c’è in prossimità di approvazione da parte dell’Ema anche l’uso di una combinazione di anticorpi monoclonali per la prevenzione dell’infezione nei soggetti fragili per ragioni di immunodepressione”.
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