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Neonazismo. Dureghello (Pres. Comunità ebraica Roma). “Il fenomeno non è più un fenomeno, è un fatto”

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Agenpress – “Qui siamo di fronte a fatti gravissimi, non sono parole nuove quelle richiamate dall’attentatore. Sono violenze che si riaffacciano in Europa, in Germania, in particolare in Sassonia dove alcuni si stanno organizzando anche in maniera violenta riempiendo le strade con le loro marce e le loro minacce. Questi sono i risultati. Due vittime e il bilancio poteva essere anche più grave se fosse riuscito a entrare in quella sinagoga”.

Così Ruth Dureghello, Presidente della Comunità ebraica di Roma,  intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus, sull’attentato antisemita in Germania e il ritorno del neonazismo in Europa.

“Parliamo di una persona strutturata, organizzata militarmente, capace di gestire una guerriglia urbana per 35 minuti. Questo è ciò che abbiamo davanti. Non creiamo l’illusione del pazzo, disadattato, non lo derubrichiamo ad un fatto occasionale, perché offenderemmo quelle vittime e ci prenderemmo in giro.

Oggi è il momento anche delle decisioni e delle prese di posizioni serie, non sono più sufficienti le condanne ideologiche, bisogna reprimere attraverso gli strumenti di repressione che abbiamo in Europa.

Il fenomeno non è più un fenomeno, è un fatto. Anche in Italia esiste questo, la Sassonia non è così lontana. Non vorrei ci trovassimo nella situazione di 70 anni fa, quando pensavamo che tutto accadeva in Germania e abbiamo assistito passivi. Non è un problema solo degli ebrei, viviamo un pericolo che è della società tutta e va affrontato. Non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti, pensando che sia tema soltanto di altri. Il passaggio dall’uso della parola in senso dispregiativo alla legittimazione a poter fare e disfare in maniera concreta è un passo. Oggi assistiamo a questo.

Denunciamo da tempo che le parole sono portatrici anche di ferite e di sangue. Penso che tutti i fenomeni debbano essere elaborati. Qui ci troviamo di fronte a qualcosa che pensavamo di aver superato, quantomeno culturalmente. Per 50 anni abbiamo insegnato nelle scuole, abbiamo sancito nelle nostre Costituzioni, in modo che questo fenomeno non riemergesse. Ma sta riemergendo.

Per troppo tempo ci siamo distratti e concentrati su altro. Il  terrorismo di matrice islamista va controllato, ma dobbiamo capire che c’è anche quest’altro fenomeno di terrorismo fascista e nazista. Se parliamo di goliardia quando vediamo qualche braccio alzato allo stadio e nelle piazze siamo complici”.

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