Cedolare secca, Confedilizia scrive a Conte

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Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia

Agenpress. Signor Presidente,
in queste ore decisive per il varo della manovra di bilancio, mi permetto di richiamare la Sua attenzione su una misura – annunciata, anche se ancora non formalizzata – riguardante il nostro settore.
Mi riferisco all’aumento della cedolare secca sugli affitti per i contratti di locazione abitativi a canone calmierato, che si applica a famiglie e studenti universitari.

La cedolare sugli affitti calmierati esiste da sei anni. È stata introdotta nel 2014 e confermata nel 2017. È una misura sociale, condivisa da forze politiche, sindacati inquilini, operatori ed esperti del settore immobiliare: non a caso, contro il suo aumento si sono espressi in questi giorni il Sunia-Cgil (significativamente la controparte di noi proprietari) e un istituto indipendente come Nomisma. In questi anni di applicazione ha garantito un’offerta abitativa estesa, favorendo la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio. Inoltre, come rileva la nota di aggiornamento del Def, la cedolare ha determinato una riduzione senza precedenti dell’evasione fiscale nelle locazioni.

Alla luce di tutto questo, la conferma della misura – il cui sesto anno di applicazione scade alla fine del 2019 – veniva unanimemente data per scontata.
Peraltro, oltre a scoraggiare l’utilizzo di questa tipologia di affitto riservata ad inquilini meno abbienti, l’incremento della tassazione rischierebbe di provocare anche una richiesta generalizzata di ricalcolo al rialzo dei canoni da parte dei proprietari, consentita da una norma del decreto ministeriale che regola la materia (art. 6, comma 4, d.m. Infrastrutture 16.1.2017).

Oltretutto, l’aumento dell’aliquota sarebbe una scelta in contraddizione, da un lato, con la linea anti-evasione con la quale l’Esecutivo ha voluto caratterizzare la manovra per il 2020 e, dall’altro, con il sostegno alla locazione che il Ministero delle infrastrutture si propone di fornire nell’ambito del nuovo piano casa.

Confido nel Suo intervento, signor Presidente, affinché il Governo ripensi al suo proposito, consentendo alle locazioni a canone calmierato di non subire contraccolpi negativi, continuando a rappresentare un punto di riferimento essenziale per l’offerta abitativa a canoni non di mercato”.