Egitto. Casi di Covid nel carcere dove è detenuto Zaky. Liberati 3mila detenuti, Patrick no

359

Agenpress –  “Nonostante le smentite ufficiali, i gruppi egiziani per i diritti umani denunciano la diffusione del Covid-19 nella prigione di Tora”, dove è recluso Patrick George Zaky, studente egiziano dell’Università di Bologna. Lo scrive su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Sono stati rilevati casi sospetti di coronavirus in due blocchi su quattro della famigerata prigione Tora dell’Egitto, riferisce l’organizzazione We Rights.

I casi non possono essere confermati essere il virus a causa del rifiuto del regime di condurre test.

We Record ha affermato di ritenere che l’infezione sia stata causata dall’impiegato del Ministero degli Interni Sayed Hijazi, deceduto per il virus il 29 maggio.

Hijazi entrava regolarmente in contatto con prigionieri, ufficiali e polizia.

La notizia arriva dopo che altri gruppi per i diritti hanno avvertito che diversi prigionieri hanno sperimentato sintomi di tipo cupo tra cui alte temperature, dolore muscolare, affaticamento, mal di gola, tosse e perdita dell’olfatto.

Le autorità penitenziarie non stanno adottando le misure appropriate per proteggere o testare i detenuti. Gli esperti hanno avvertito sin dall’inizio della pandemia che le celle carcerarie sovraffollate e i bassi livelli di igiene sarebbero un terreno fertile per la rapida diffusione del virus.

“Intanto – aggiunge – per l’Eid sono stati scarcerati 3000 detenuti tra cui ladri e almeno un assassino ma non Patrick Zaky e gli altri”.

“Si moltiplicano le voci secondo le quali in almeno due di quattro sezioni della prigione di Tora ci sono stati casi di contagio da Covid-19”, spiega  Noury.

“Le autorità negano che un dipendente di Tora sia morto per aver preso il Covid all’interno del carcere. Dicono che lo ha preso in un ospedale dove è ricoverato per questioni mediche non correlate, però la sensazione, al contrario, dei gruppi per i diritti umani è che questo impiegato il Covid lo abbia preso all’interno di Tora e quindi abbia possibilmente contagiato altri. Questo – sottolinea – non fa altro che sostenere la richiesta immediata di attivazione della Farnesina tramite l’ambasciatore italiano al Cairo di una rapidissima scarcerazione per motivi umanitari di Patrick Zaky che, come è noto, è soggetto particolarmente a rischio” perché asmatico. “Se è vero che dentro Tora c’è il Covid non deve passare un attimo di più e deve essere rilasciato immediatamente”.