Casamonica, 20 arresti e maxi sequestro. “Diamo fastidio perché proteggiamo Roma”

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Agenpress – Maxi blitz dell’Antimafia a Roma ha colpito, ancora, il clan Casamonica. Dopo l’operazione che due anni fa portò in carcere trenta persone, oggi altri arresti: venti in totale (15 in carcere e 5 ai domiciliari). E’ l’esito dell’operazione ‘Noi proteggiamo Roma” che ha inflitto un duro colpo al gruppo criminale che comandano nella zona della Romanina.

Ed è proprio dagli arresti del 2018 che nascono le prime intercettazioni. Tra queste, quella di Guido Casamonica: “Devono far entrare organizzazioni forti a Roma, ecco perché ce devono distrugge a noi! La camorra e la ‘ndrangheta. Noi proteggemo Roma! Devono fa entrà i napoletani e i calabresi che mangiano. Je da fastidio perché noi proteggemo Roma”.

“Gli odierni arresti – spiegano infatti gli investigatori – intervengono in una situazione di criticità economica delle aziende e delle famiglie causata dall’emergenza epidemiologica da covid-19, che sta determinando gravissimi effetti sul tessuto economico e produttivo dell’intero Paese. In tale contesto di difficoltà e di estrema fragilità economica e sociale della cittadinanza, viene così scongiurato il pericolo del ricorso a forme illecite di finanziamento per il conseguimento di immediata liquidità e di conseguenza la reiterazione da parte degli indagati dei delitti contestati”. Come è, infatti, noto la “specialità” criminale dei Casamonica è sempre stata quella dell’usura, che spesso diventa estorsione violenta. Di fronte a questo gli investigatori sottolineano l'”omertà delle persone offese, molte delle quali hanno manifestamente negato il loro ruolo di vittime, non offrendo alcuna collaborazione e non riconoscendo l’Autorità dello Stato”.

Per il giudice delle indagini preliminari – che su richiesta del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei sostituti Edoardo De Santis e Giovanni Musarò ha arrestato 20 persone – le affermazioni di Guido Casamonica, 45 anni figlio di Ferruccio, dimostrano che è lui stesso a mettere sullo stesso piano la propria famiglia con “le organizzazioni forti, ovvero camorra e ‘ndrangheta, con la precisazione che il loro annientamento è finalizzato a permettere a tali organizzazioni di mettere le mani su Roma; il che equivale ad ammettere la forza della loro organizzazione criminale, seppur ramificata in più costole”.