Polizia Penitenziaria: USPP, oggi in piazza Montecitorio chi si batte per legalità e sicurezza nelle carceri

736

AgenPress. Al grido di #salviamolapoliziapenitenziaria oggi pomeriggio dalle 15 in poi l’UNIONE SINDACATI DI POLIZIA PENITENZIARIA (U.S.P.P.) manifesta per mettere al centro dell’agenda del Parlamento l’adozione di provvedimenti legislativi che tutelino gli agenti che lavorano nelle carceri, ovvero per metterli in condizione di adempiere ai propri compiti istituzionali, senza rischi per la propria incolumità psico/fisica preservandone i diritti contrattuali, compressi irreparabilmente dalla endemica carenza di organico fonte anche di problematiche gestionali che si riflettono sulla sicurezza delle carceri, territorio di illegalità, contenuta a stento da chi subisce aggressioni continue senza avere alcun mezzo di difesa efficace a contrastarle e, non ultimo, costretto ad operare  in ambienti malsani e se non in condizioni igienico sanitarie.

Dopo aver chiesto invano al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede interventi risolutivi alle criticità emergenti abbiamo dovuto registrare rivolte, evasioni e, cosa che non accadeva dagli anni 70, morti in carcere durante i disordini di marzo scorso, non solo, ma  abbiamo dovuto in seguito assistere alla gogna mediatica per attività di servizio di ripristino dell’ordine e della sicurezza,  che sono state etichettate facilmente come “tortura”, quando se ci sono delle vittime queste sono tra le fila degli agenti, oggi ci rivolgiamo direttamente a chi ha il potere di legiferare per chiedere uno scatto di responsabibilità che possa far mettere in agenda il ripristino della dignità lavorativa della Polizia Penitenziaria e intervenga con provvedimenti di carattere straordinario, a ripristinare la sicurezza e la legalità nelle carceri.

Non servono solo droni ma risorse per dotazioni strumentali (taser, body cam, dash cam, telecamere di videosorveglianza) per il ripristino di un serio svolgimento dei compiti istituzionali e per il controllo completo delle attività interne, ma soprattutto per un piano di assunzioni straordinarie di  almeno 5000 unità entro il prossimo anno, ovvero almeno il 50% di quelle occorrerebbero (secondo quanto accertato da studi dipartimentali sarebbero 47.000 le unità necessarie rispetto alle 37.000 in servizio), il modo c’è ed è attingendo dalle graduatorie degli idonei non vincitori dei concorsi precedenti.

Occorre intervenire immediatamente sul modello custodiale, provvedendo all’urgentissimo collocamento dei detenuti con disagi psichici nelle apposite residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (R.E.M.S) unitamente ad  un nuovo modello di sanità penitenziaria;

In aggiunta a ciò occorrono norme per tutelare gli agenti da accuse infamanti con la revisione del regolamento di servizio, ma anche con l’istituzione di un GARANTE DELLE FORZE DELL’ORDINE o di un OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE CARCERI cui segue una riforma del Corpo ad oggi sprovvisto di una  propria Direzione Generale del personale di Polizia Penitenziaria.

Queste le misure minime che chiede chi si batte per il ripristino della sicurezza e legalità nelle carceri, solo il Parlamento e il Governo,  che non possono continuare a difendere a spada tratta chi oggi come il Ministro Alfonso Bonafede è rimasto in silenzio di fronte alle nefandezze di cui è accusato il personale di Polizia Penitenziaria e chi non rispetta gli impegni assunti e possono invece intervenire dichiarando lo stato d’emergenza delle carceri e dare avviso ad un nuovo corso che non può fermarsi alla sostituzione del vertice dipartimentale.

In piazza oggi assieme a parlamentari e senatori che sostengono le nostre battaglie testimonieremo lo sdegno di chi è stanco di attendere e vuole risposte.