Covid-19, è stata strage di Stato? Autopsie e giustizia per le famiglie dei morti

324
L’Associazione L’Eretico (fondata dal professor Tarro, il magistrato Giorgianni
e il medico Bacco) invita i parenti dei deceduti a presentare denuncia alle Procure

AgenPress. Pandemia o strategia? Altro che polmonite interstiziale! Dietro le circa 35mila morti per Covid-19 c’è stata la tromboembolia polmonare. Sbagliata la diagnosi, sbagliata la cura. A questo punto, è naturale chiedersi: è stata strage di Stato la vicenda del coronavirus in Italia?

Parte da questo inquietante interrogativo l’operazione-verità dell’Associazione L’Eretico, fondata dal professor Giulio Tarro, il magistrato Angelo Giorgianni e il medico ricercatore Pasquale Mario Bacco, che ha evidenziato, e continua a farlo, una serie di aspetti problematici nella gestione dell’emergenza sanitaria in corso, in particolare sotto il profilo medico-scientifico, epidemiologico e giuridico.

Per L’Eretico, la prova provata di quanto sostenuto può venire, laddove possibile, dalle autopsie. Pertanto, il Comitato legale dell’Associazione ha elaborato un modello di denuncia (disponibile sul sito www.leretico.org all’indirizzo https://www.leretico.org/modulo-procura-autopsie-malcurati/) con cui i parenti dei ricoverati per Covid nei reparti di terapia intensiva, poi deceduti, possono presentare un esposto alle Procure di competenza per chiedere che sia disposta l’indagine sui corpi dei loro cari e accertare la vera causa di morte.

Le autopsie – sostiene L’Eretico – hanno rappresentato il punto di svolta della crisi. Hanno consentito di capire cosa era avvenuto veramente nell’organismo dei defunti e di aggiustare il tiro. Si è capito che con i trombi nei polmoni, la ventilazione profonda ha portato più danni che benefici. E che gestendo diversamente la malattia, con la somministrazione di anticoagulanti o altre terapie, sono state salvate decine di migliaia di vite umane.

Si faccia ora quello che si poteva e doveva fare da principio: le autopsie. Se non più per salvare persone, almeno per rendere giustizia a chi ha tratto sofferenze indicibili da questa epidemia e dalla sua scellerata gestione.

L’Eretico stigmatizza le disposizioni impartite, a inizio della crisi, ai medici di base affinché non effettuassero visite domiciliari e ambulatoriali, limitandosi al triage telefonico. Nonché la raccomandazione, rivolta ai cittadini, di contattare i numeri di emergenza solo al manifestarsi di sintomi gravi, determinando così un peggioramento del quadro clinico, quando invece sarebbe stato possibile, anzi doveroso, applicare le cure previste dal Piano Pandemico nazionale. E la mancanza di presidi di sicurezza (camici monouso, mascherine, guanti) per le visite mediche.

Tutti fattori, questi, che hanno precluso una diagnosi precoce e più appropriata e il tempestivo inizio di terapie farmacologiche efficaci (inibitori virali ed immunomodulatori, antinfiammatori e immunosoppressori, antibiotici, antivirali e immunointegrazione come il plasma immune), uccidendo migliaia di persone che potevano essere salvate.