Elezioni Puglia. Autorizzata la caccia anticipata. “L’animalista” Emiliano si è tolta la maschera

Le lobby venatorie ringraziano

3677

AgenPress – Da tre giorni i cacciatori pugliesi hanno iniziato ad abbattere animali grazie alla Giunta regionale che ha autorizzato la pre-apertura dell’esercizio venatorio, in deroga alle previsioni riportate dall’approvando calendario venatorio regionale 2020/2021. Nulla di strano visto che tale decisione è stata adottata in molte regioni se non fosse per l’alleanza elettorale siglata con un’associazione politica animalista per cui il Governatore Emiliano si è impegnato nel far diventare la regione Puglia la più animalista di tutta Italia.

“E’ chiaro che il Governatore uscente, Michele Emiliano, sia dalla parte delle lobby venatorie visto il bel regalo offerto con la pre-apertura della caccia, tale condotta dovrebbe logicamente confliggere con l’accordo siglato con un partito animalista in campagna elettorale per le amministrative del 20 e 21 settembre con tanto di videodichiarazione dello stesso Emiliano” …. niente di semplicemente elettorale solo grande convinzione e passione per la bellezza del creato  che gli animali ovviamente incarnano in maniera assolutamente evidente” .  E’ un vero e proprio tradimento nei confronti degli animali, visto che li difende solo a parole ma non nei fatti, utilizzati unicamente per aumentare il consenso elettorale, nella totale, ingiustificata ed inspiegabile assenza di presa di posizione dell’alleato animalista che evidentemente approva tale decisione.” – dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli –  “Ci corre l’obbligo di specificare che il soggetto politico animalista che ha deciso di sostenere alle prossime elezioni regionali l’attuale Governatore della Puglia, non è il Partito Animalista Europeo. Per noi è inaccettabile sostenere un candidato che già ha governato, dando prova non solo del totale disinteresse nei confronti degli animali e dell’ambiente ma di condotte deprecabili a danno degli stessi animali che hanno ingenerato forte contestazione del mondo animalista: dai 27 milioni di euro provenienti dalle tasche dei contribuenti pugliesi per lo sfruttamento e la morte degli animali detenuti nei canili lager di cui la Puglia ne detiene il primato nazionale, ai  45 mila euro per seviziare e sfinire con le lance dei cavalieri i poveri buoi, drogati da farmaci vietati, nella corsa “barbarica” dei buoi a Chieuti, dal disegno di legge 67 del 2017, che prevedeva l’abbattimento anche di cani e gatti inselvatichiti (art. 31) e l’utilizzo dell’arco nella caccia e dei fucili a canna rigata (con gittata di 3 km contro i 50 metri di un fucile a canna liscia. art.29), alla pessima gestione del canile di Bari quando era sindaco. Solo per citare alcuni esempi. Un cambiamento radicale promesso sotto le elezioni, è esclusivamente utilitaristico ai soli fini elettorali. Il primo segnale lo ha già dato”