Al Bano Carrisi ospita nella sua Tenuta di Cellino San Marco il Premio “Giuseppe Fasano”

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AgenPress – La IV Edizione del Premio “Giuseppe Fasano” – Grottaglie Città delle Ceramiche, torna a fare tappa per la seconda volta a Cellino San Marco, nella tenuta di Al Bano Carrisi, con un rigoroso rispetto delle norme anticovid 19.
L’accesso all’area dell’evento, che si svolgerà dalle ore 19 di venerdì 18 settembre 2020, per le stesse ragioni di sicurezza sarà limitato ai soli invitati. E’ prevista la presenza di Al Bano anche nella veste di amico di Giuseppe Fasano e di padrone di casa.
La serata, organizzata dalla giornalista Titti Battista, sarà presentata dalla brillante giornalista di Telenorba, Maria Liuzzi.

Attese sul palco le esibizioni del “Duo Panama” di Nunzio e Michele Laudadio, del fisarmonicista Vince Abbracciante e del gruppo “Terraross”.
Saranno assegnati premi e riconoscimenti a personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato; personaggi che a livello nazionale ed internazionale stanno scrivendo una importante pagina della nostra storia. I nomi saranno tenuti segreti fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata.
Promotore del Premio è Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, che con questa iniziativa mette in evidenza le peculiarità di una attività artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e portata avanti dai suoi discendenti dal 1620, quest’anno, quindi la famiglia Fasano festeggia anche il quattrocentesimo anno di attività ceramica a Grottaglie.

Chi ha conosciuto Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese e vero maestro su un duplice fronte: la trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti e il dialogo con migliaia di studenti, provenienti anche da altri Paesi, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.
A lui piaceva fasi vedere da studenti e turisti con il grembiule sporco di argilla, le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati.

Se Nicola Fasano è stato tutto questo, è meritevole che il figlio Giuseppe dedichi al padre, ogni anno, uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.
Chi ha conosciuto Nicola Fasano e il figlio Giuseppe nel loro storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che offre il laboratorio, Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura “ieratica”, ma nel senso più semplice dell’espressione, di Nicola Fasano.