Latina. Operazione Dirty Glass. SIULP, plauso agli investigatori e alla magistratura

Indispensabile non abbassare la guardia. Appello al Ministro LAMORGESE.

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AgenPress – Esprimiamo plauso per la brillante operazione di polizia denominata Dirty Glass condotta dalla Squadra Mobile di Latina di concerto con la DIA che ha scoperto e debellato una vasta e qualificata rete di relazioni criminali, in chiara collusione anche con la criminalità organizzata, attraverso la quale i soggetti colpiti dai provvedimenti dell’A.G. inquinavano il libero mercato e realizzavano illeciti profitti aggirando il fisco e tutte le regole che presiedono la sana economia.

Riciclaggio, corruzione ed estorsione aggravata con metodi mafiosi sono tra le attività illecite accertate e che confermano come il territorio di Latina sia costantemente oggetto dell’attenzione della criminalità ma anche che l’apparato investigativo della Polizia di Stato che vi opera è una garanzia per la sicurezza dei cittadini e del territorio.

È quanto afferma in una nota a commento dell’operazione effettuata a Latina il Segretario Generale del SIULP Felice ROMANO.

Oggi, come anche in passato la professionalità, lo spirito di abnegazione e l’alta professionalità dei Colleghi di Latina, in questa occasione in stretta collaborazione con quelli della DIA, possiamo affermare che gli strumenti dispiegati dalla Polizia di Stato contro l’aggressione della malavita al territorio pontino hanno evidenziato una alta capacità di risposta nel contrastare il potere mafioso e quello criminale.

Il patrimonio professionale rappresentato dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato che hanno dato l’ennesimo colpo alla criminalità corre però il rischio di assottigliarsi sempre di più in ragione di un invecchiamento precoce dovuto alla impossibilità di preparare i dovuti ricambi generazionali per effetto dei blocchi al turn over disposto per esigenze di bilancio dello stato.

Questo rischio, peraltro comune a tutto il territorio nazionale, ma molto più avvertito nelle province ad alta presenza della criminalità organizzata, necessita di un intervento normativo immediato. Un provvedimento che, allungando la possibilità di permanere in servizio su base volontaria chi oggi è vicino alla soglia del pensionamento obbligatorio, possa consentire di rimpinguare gli organici, compatibilmente anche con le restrizioni che la pandemia COVID-19 impone, in modo da poter avere il tempo necessario per trasferire tutte le competenze maturate con le esperienze sul campo alle nuove leve che dovranno continuare l’azione di contrasto contro la criminalità. Non cogliere questo rischio potrebbe comportare una sorta di “favoreggiamento” nei confronti della criminalità.

Per questo, conclude Romano, nell’incontro che avremo domani con il Ministro LAMORGESE porremo con forza anche questa esigenza sperando che il Ministro la faccia propria e se ne faccia interprete con il Governo per la giusta soluzione legislativa.