Coronavirus. Sileri, chiusure attività in base ai dati di Cts e Iss. Non è previsto altro dpcm

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AgenPress – “Non sono molto preoccupato dei numeri: i contagi ci è chiaro che più circola il virus e più è probabile che i soggetti più o meno giovani vanno a impegnare il Servizio sanitario con un rischio di sovraccarico. Ma questo ancora non sta avvenendo: mitigare la curva significa ridurre quanto più possibile la circolazione del virus a una forma contenuta”.

Così il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri e sulla decisione politica di chiudere palestre e piscine, immagina che i dati “siano in possesso del Comitato tecnico scientifico ma io non li ho visti”.

“I dati vengono presentati tra il giovedì e il venerdì ma l’analisi accurata delle varie attività divisa per settore immagino sia in seno al Cts, io ricevo delle analisi generali – continua Sileri – Al Cts e all’Istituto Superiore di Sanità arrivano i dati prodotti dalle Regioni, immagino abbiano tutte le attività di contatc tracing che consentano di capire dov’è l’origine del contagio e stabilire i rischi stimati”.

“Se il virus dovesse circolare di più andranno declinate azioni a livello locale, anche chiusure di una città o di una regione, per prendere fiato e poi ripartire”.

Sileri afferma che “non ci troviamo nella situazione di marzo, quando ci fu un boom di contagi in pochissimi giorni, di impegno delle terapie intensive, ospedali sovraccarichi, persone che non riuscivano a fare il tampone. Ma è possibile che in alcune aree del Paese possa accadere”.

Sileri ha aggiunto che “al momento non è in previsione un altro Dpcm, ma continua l’azione di monitoraggio: sono state fatte critiche per due Dpcm ravvicinati, ma i numeri sono quasi raddoppiati da una settimana all’altra, con alcune aree del Paese nelle quali è oggettivo il sovraccarico dei servizi, quindi era necessario procedere a un atto per proteggere il Servizio sanitario e le nostre strutture”.