Consiglio europeo. Meloni alla Camera dei Deputati: “La caduta del regime di Bashar al-Assad è una buona notizia”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. Il Medio Oriente merita una prospettiva di stabilizzazione da questa crisi permanente in cui è precipitato, ulteriormente complicata da ciò che abbiamo visto accadere in Siria, in pochi giorni. La caduta del regime di Bashar al-Assad è una buona notizia, giustamente celebrata dalla popolazione siriana dopo oltre un decennio di guerra civile. Le forze ribelli che si sono affermate sono eterogenee, hanno una diversa estrazione e interessi potenzialmente contrastanti.

C’è ovviamente preoccupazione per il futuro della Nazione. L’Italia, unica tra le Nazioni del G7 ad avere un’ambasciata aperta a Damasco, è pronta a interloquire con la nuova leadership siriana, ovviamente in un contesto di valutazioni e azioni condivise con i partner europei e internazionali. I primi segnali sembrano incoraggianti, ma serve la massima prudenza. Alle parole devono seguire i fatti e sui fatti giudicheremo le nuove autorità siriane.

Elemento decisivo sarà l’atteggiamento verso le minoranze etniche e religiose e penso, in particolare, ai cristiani, che hanno già pagato un prezzo altissimo e sono stati troppo spesso oggetto di persecuzione.

Come ci ha insegnato Papa Benedetto XVI – ma consentitemi di approfittare per fare, a nome del Governo, e penso anche dell’Aula, gli auguri di buon compleanno a Papa Francesco – oggi la libertà religiosa è un bene che appartiene al nucleo essenziale dei diritti dell’uomo, a quei diritti universali e naturali che la legge umana non può mai negare.

La lotta al terrorismo è un altro aspetto determinante di questo scenario, non ci deve essere spazio per un ritorno dell’ISIS o ambiguità verso gruppi che intendano fare della Siria una base per nuovi nuclei terroristici. Di questo intendo parlare a Bruxelles con i partner europei, anche perché sono convinta che l’Unione europea abbia un ruolo fondamentale da svolgere in Siria, particolarmente in materia di ricostruzione di una Nazione profondamente devastata.

I siriani avranno un ruolo guida, ovviamente, nella ricostruzione, ma avranno bisogno del sostegno europeo e internazionale, particolarmente con le Nazioni arabe. È un tema su cui è urgente non solamente riflettere, ma anche individuare migliori strumenti d’azione. Sullo sfondo, l’annosa questione dei rifugiati siriani, negli scorsi mesi molti rifugiati hanno fatto ritorno in Siria, si è trattato di movimenti che non erano determinati dalla volontà di rientrare in patria, ma dalla necessità di sfuggire agli scontri in Libano. Dopo la caduta di Assad, abbiamo assistito a ulteriori movimenti di ritorno.

L’Italia, come sapete, è da tempo impegnata per favorire i ritorni che siano volontari, sicuri, dignitosi, sostenibili e intende continuare a lavorare in questa direzione con i partner UE, con le agenzie ONU, prima fra tutte UNHCR che è in prima linea sul dossier e – lo auspico – con le nuove autorità di Damasco. La recente visita della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e l’annuncio della prossima conclusione di un’intesa strategica tra UE e Giordania vanno anche in questa direzione, una direzione che è stata promossa con convinzione da parte italiana.

Chiaramente, la situazione siriana si inserisce nel più ampio e complesso scenario mediorientale. Il raggiungimento di una tregua in Libano è un importante passo in avanti, sul quale il Governo italiano è stato costantemente impegnato.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -