Meloni indagata, Di Pietro: “A mio avviso i reati non sussistono e neanche il complotto, ma Almasri doveva restare in carcere”

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AgenPress. Antonio Di Pietro interviene nella trasmissione “Che rimanga tra noi”, in onda su Radio Cusano Campus, in merito all’indagine che coinvolge la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano sul caso Almasri. L’indagine, avviata dalla Procura di Roma, è stata avviata a seguito dell’esposto presentato dall’avvocato Li Gotti.

“Conosco personalmente l’avvocato Li Gotti, che ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia su mia nomina quando ero Presidente dell’Italia dei Valori, e ne riconosco il valore e la competenza. Quanto accaduto ieri è il risultato di un evidente errore di comunicazione da parte della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha interpretato erroneamente la posizione di Li Gotti come una scelta politica. Al contrario, egli ha agito in qualità di cittadino, esprimendo una propria valutazione in merito alla decisione assunta dal Governo sulla vicenda Almasri.”

Di Pietro prosegue sottolineando che, sul piano giuridico, qualora vi siano ipotesi di reato, è compito della Procura della Repubblica procedere d’ufficio.

“Non ritengo, dunque, che l’azione della Procura sia dipesa unicamente dall’intervento dell’Avvocato, ma piuttosto dalla valutazione di una possibile ipotesi di reato, quale peculato e favoreggiamento. Tuttavia, dal mio punto di vista, ritengo che tali reati non sussistano.”

L’ex magistrato respinge poi con fermezza l’ipotesi di complotto evocata dalla Presidente del Consiglio:

“Si tratta semplicemente di una decisione della Procura della Repubblica di Roma, che può essere condivisa o meno, ma che in nessun caso giustifica accuse di complotto.”

Infine, nel merito della vicenda, Di Pietro evidenzia che l’utilizzo di un aereo di Stato da parte di un rappresentante delle istituzioni per motivi istituzionali debba essere considerato un atto di Stato e non un’azione privata.

“Di conseguenza, non parlerei di peculato. Personalmente, tuttavia, avrei agito in modo diverso, preferendo lasciare Almasri in carcere piuttosto che rimpatriarlo.”

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