INDAGARE PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E VILIPENDIO DELLA REPUBBLICA
AgenPress.Contro lo sciopero dei magistrati del prossimo 27 febbraio il Codacons presenta oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia affinché si accerti se la protesta indetta dalla categoria possa configurare fattispecie penalmente rilevanti.
Come noto il Consiglio direttivo dell’Associazione nazionale magistrati ha proclamato una giornata di sciopero per il 27 febbraio prossimo contro la riforma della separazione delle carriere approvata in prima lettura alla Camera – spiega il Codacons – Una iniziativa che finirà per ledere in modo evidente i diritti dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione
“Nei fatti descritti sarebbe configurabile il reato di interruzione di pubblico servizio previsto dall’art. 340 c.p. secondo cui “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità è punito con la reclusione fino a un anno” – scrive l’associazione nell’esposto – E infatti la giustizia è un pubblico servizio che non può in alcun modo essere interrotto. Non solo. Si ritiene che la condotta descritta, andando contro il Governo ed il Parlamento, potrebbe configurare altresì il reato di Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate previsto dall’art. 290 c.p. secondo il quale “Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.”
Per tali motivi il Codacons ha chiesto a 104 Procure di tutta Italia di “predisporre tutti i controlli necessari per accertare la possibilità di configurarsi di fattispecie quali il reato p.e.p. dall’ art. 340 c.p. ed il reato p.e.p. dall’art. 290 c.p. e ogni fattispecie criminosa che venisse individuata dalle S.v. chiedendo l’esercizio dell’azione penale a carico di coloro che risulteranno eventualmente responsabili”.