AgenPress. Uno scontro frontale, senza giri di parole. Antonio Di Pietro, ex magistrato di Milano e volto simbolo di Mani Pulite, interviene con toni durissimi nel dibattito sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere. E nel mirino finisce anche Nicola Gratteri.
Il passaggio più netto dell’intervista che andrà in onda domani 13 febbraio 2026 su IlSussidiario.tv e su IlSussidiario.net riguarda proprio le dichiarazioni di chi sostiene che la riforma indebolirebbe la lotta alla mafia. «La frase che ha detto lei, cioè vale a dire che indebolisce la lotta alla mafia, è una frase che tra l’altro ha detto anche il dottor Gratteri». Poi l’accusa diretta: «In questo momento si sta verificando un fatto gravissimo che a mio avviso attenta la Costituzione. Cioè, vale a dire, raccontare il falso per indurre in errore voi che dovete andare a votare. E che questo falso venga raccontato da magistrati, da magistrati, questo è gravissimo».
Di Pietro non arretra di un millimetro. «Ieri il dottor Gratteri dice pubblicamente: chi vota no è una persona per bene, chi vota sì invece fa parte della famiglia massonica, dei delinquenti, dei criminali e quant’altro. Ecco, io non sono un criminale, voto sì. Come ti permetti di mettermi in quella lista?». E ancora: «Spiega le ragioni del tuo no, non criminalizzare quelli che votano sì».
Il punto, per l’ex pm, è anche etico e deontologico: «Sappiate che i magistrati, l’Associazione Nazionale Magistrati ed alcuni magistrati di punta, fra cui anche il dottor Gratteri, sta raccontando il falso. Ed è una violazione del codice etico morale di un magistrato raccontare un falso per indurre in errore l’elettore».
L’intervista non si limita alla polemica. Di Pietro ricostruisce il suo cambio di posizione sulla separazione delle carriere, difende l’autonomia del pubblico ministero, spiega la metafora dell’“arbitro e del giocatore”, interviene sul sorteggio per il CSM e chiarisce perché, a suo giudizio, la riforma
