AgenPress. Si sono chiuse alle 19 le urne per le elezioni parlamentari in Ungheria, un voto che potrebbe segnare una svolta storica dopo sedici anni di governo di Viktor Orbán. Lo spoglio è appena iniziato e le prime proiezioni sono attese in serata, mentre cresce l’attesa per un risultato che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici del Paese e dell’intera Europa.
A urne chiuse è stato diffuso l’ultimo sondaggio pre-voto: il partito d’opposizione Tisza guidato da Péter Magyar sarebbe in netto vantaggio con il 55% dei consensi contro il 38% di Fidesz, il partito di Orbán. Si tratta di rilevazioni effettuate prima del voto ma pubblicate solo dopo la chiusura dei seggi, in assenza di exit poll ufficiali.
L’affluenza è stata eccezionale: oltre il 77% degli aventi diritto aveva già votato nel tardo pomeriggio, superando i livelli delle precedenti elezioni e confermando la portata storica della sfida . Più di 8 milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne per rinnovare i 199 seggi dell’Assemblea nazionale.
Il confronto tra Orbán e Magyar rappresenta molto più di una semplice alternanza politica. Il premier uscente, al potere dal 2010, ha costruito negli anni un sistema definito da molti “democrazia illiberale”, spesso in tensione con l’Unione europea. Dall’altra parte, Magyar – ex insider del sistema Fidesz – ha costruito la sua campagna sulla lotta alla corruzione e sul rilancio dei rapporti con Bruxelles.
Secondo gli ultimi sondaggi, la possibile vittoria di Tisza potrebbe tradursi in una larga maggioranza parlamentare, potenzialmente oltre i 130 seggi su 199. Tuttavia, il sistema elettorale ungherese, con una forte componente maggioritaria, potrebbe rendere il risultato finale meno scontato.
Con la chiusura dei seggi è iniziata una lunga notte elettorale. I primi dati preliminari sono attesi intorno alle 20.00, ma per avere un quadro chiaro dell’esito potrebbe essere necessario attendere diverse ore.
Se i sondaggi dovessero essere confermati, l’Ungheria potrebbe assistere alla fine dell’era Orbán e a un cambio di rotta significativo sia sul piano interno sia nei rapporti internazionali, in particolare con l’Unione europea e la guerra in Ucraina.
La partita, però, resta aperta: solo lo scrutinio dirà se il vantaggio di Magyar si trasformerà in una vittoria storica o se Orbán riuscirà ancora una volta a ribaltare i pronostici.
