AgenPress. È scattata un’operazione della Polizia nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Ravenna sulla presunta formazione e il rilascio di certificazioni mediche false, che sarebbero state utilizzate per impedire l’invio di cittadini stranieri irregolari nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).
A eseguire gli accertamenti sono gli investigatori dello Sco di Roma e della Squadra Mobile di Ravenna, impegnati nell’esecuzione di diversi decreti di perquisizione, sia locali sia personali e informatiche, emessi dalla Procura ravennate.
L’attività giudiziaria coinvolge più di venti professionisti e si sta svolgendo in nove città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, al centro degli accertamenti ci sarebbe il presunto utilizzo di certificazioni sanitarie non veritiere per attestare condizioni di salute incompatibili con il trasferimento di cittadini stranieri irregolari nei Cpr. L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato quello di impedire o ritardare le procedure di trasferimento.
I destinatari dei decreti sono, con una sola eccezione, medici che al momento non risultano iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari. Un elemento che sottolinea la fase ancora iniziale degli accertamenti e la necessità di verificare il ruolo e le eventuali responsabilità dei professionisti coinvolti.
Le perquisizioni comprendono anche dispositivi e strumenti informatici, con l’obiettivo di acquisire eventuali documenti, comunicazioni e altri elementi utili a ricostruire le modalità attraverso cui sarebbero state predisposte e rilasciate le certificazioni.
L’inchiesta dovrà ora accertare se dietro i singoli casi esistesse un sistema organizzato e se vi siano stati collegamenti tra i professionisti interessati. Gli investigatori stanno procedendo alla raccolta e all’analisi del materiale acquisito nelle diverse città.
Come previsto dall’ordinamento, le ipotesi contestate sono al momento oggetto di accertamento e la responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere stabilita con sentenza definitiva.
