I servizi d’intelligence russi pianificano omicidi mirati in America e in Europa

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L’allarme del Dipartimento di Giustizia americano: cinque persone incriminate per una presunta rete al servizio dell’intelligence russa. Nel mirino dissidenti russi e infrastrutture dei Paesi europei che sostengono l’Ucraina


AgenPress. Una rete riconducibile ai servizi d’intelligence russi avrebbe pianificato omicidi mirati negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei, oltre a operazioni di sabotaggio e attacchi contro infrastrutture civili e militari. È quanto emerge da un’incriminazione resa pubblica dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha portato all’accusa di cinque persone, tutte attualmente latitanti.

Secondo l’accusa, la rete avrebbe operato a livello internazionale con l’obiettivo di individuare, sorvegliare e colpire persone considerate ostili a Mosca. Tra gli obiettivi ci sarebbero dissidenti russi residenti all’estero, mentre in Europa sarebbero state pianificate azioni contro Paesi considerati vicini all’Ucraina.

I cinque imputati sono Yuri Khrameev, Kirill Khrameev, Oemis Romagoza Durruthy, Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro. Secondo gli investigatori statunitensi, avrebbero collaborato con membri dei servizi d’intelligence russi per organizzare attività di sorveglianza, reclutamento e possibili omicidi.

L’inchiesta riguarda, in particolare, un presunto piano per assassinare un importante dissidente russo che si ritiene viva nell’area di Washington. Secondo l’accusa, gli operatori della rete avrebbero cercato negli Stati Uniti persone disposte prima a sorvegliare il bersaglio e successivamente a partecipare all’omicidio.

Uno dei reclutati avrebbe ricevuto una proposta di 40mila dollari per portare a termine l’assassinio. La persona avrebbe rifiutato di eseguire l’omicidio, contribuendo così, secondo le autorità, a far emergere il progetto. Gli investigatori avrebbero quindi cercato altri possibili esecutori.

Il presunto piano non si sarebbe limitato al territorio statunitense. L’incriminazione descrive infatti una rete che avrebbe cercato di reclutare persone anche in altri Paesi per operazioni contro individui considerati nemici della Russia.

Uno degli episodi contestati riguarda la presunta offerta di 25mila dollari per l’uccisione di un critico russo in Lituania. Secondo gli investigatori americani, anche questo tentativo non sarebbe andato a buon fine.

Parallelamente, secondo il Dipartimento di Giustizia, alcuni complici sarebbero stati incaricati di compiere o tentare di compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in Paesi europei considerati allineati con l’Ucraina.

Il quadro delineato dagli inquirenti comprende quindi due componenti: da una parte le operazioni mirate contro singoli individui, dall’altra attività di sabotaggio e terrorismo destinate a colpire infrastrutture e, più in generale, i Paesi che sostengono Kyiv.

Le autorità statunitensi sostengono di aver individuato e interrotto il progetto prima che l’omicidio pianificato negli Stati Uniti potesse essere portato a termine.

Il responsabile dell’FBI di New York, James Barnacle Jr., ha descritto l’operazione come il risultato di un’attività investigativa condotta attraverso diverse strutture dell’agenzia. Secondo l’FBI, la rete avrebbe cercato di intimidire, minacciare e uccidere persone sul territorio americano e in altri Paesi.

Il Dipartimento di Giustizia ha definito la rete russa oggetto dell’indagine come ampia e operativa su scala internazionale, sostenendo che gli imputati avrebbero agito per conto dei servizi d’intelligence di Mosca.

L’inchiesta arriva in un momento in cui gli Stati Uniti e diversi governi europei stanno prestando crescente attenzione alle attività clandestine attribuite alla Russia nei Paesi occidentali.

Negli ultimi anni le autorità europee hanno collegato a Mosca una serie di episodi di spionaggio, sabotaggio, cyberattacchi e operazioni clandestine. La questione è diventata particolarmente sensibile dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022, quando il sostegno occidentale a Kyiv ha assunto un’importanza centrale nello scontro tra Russia e Paesi occidentali.

Il caso reso pubblico dal Dipartimento di Giustizia americano aggiunge ora un elemento particolarmente grave: secondo l’accusa, l’attività della rete non sarebbe stata limitata alla raccolta di informazioni o al sabotaggio, ma avrebbe incluso anche il tentativo di organizzare omicidi su commissione sul territorio degli Stati Uniti e in Europa.

Un elemento centrale della vicenda è che nessuno dei cinque imputati è attualmente sotto custodia americana. Tutti risultano latitanti e le accuse dovranno essere dimostrate nel corso del procedimento giudiziario.

La vicenda mostra comunque quanto le autorità statunitensi considerino concreta la minaccia rappresentata dalle operazioni clandestine straniere sul proprio territorio. E porta nel cuore del confronto tra Russia e Occidente una delle forme più delicate della competizione tra Stati: il ricorso a reti clandestine, intermediari locali e operazioni mirate contro persone e infrastrutture considerate strategiche.

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