Rubio: “L’Europa può risvegliarsi e riaccendere il fuoco dell’Occidente. “

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«Siamo arrivati al punto di vergognarci delle cose che ci rendevano unici. Il nostro benessere è diventato fonte di senso di colpa. La parola nazionalismo è diventata un insulto»


AgenPress. Dalla collina della Pnice, il luogo in cui nell’antica Atene si riuniva l’assemblea dei cittadini, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un appello al risveglio dell’Occidente, legando il patrimonio della civiltà europea alla necessità di difendere identità, sovranità e interessi nazionali.

«Crediamo che l’Europa possa risvegliarsi dal suo lungo letargo e riaccendere il fuoco che è stato acceso qui millenni fa», ha affermato Rubio nel corso del suo intervento ad Atene. La scelta della Pnice, alle pendici dell’Acropoli, non è casuale: proprio da questo luogo l’assemblea ateniese partecipò alla costruzione di una delle esperienze politiche destinate a segnare la storia dell’Occidente.

Il messaggio di Rubio parte proprio da quell’eredità. «Qui siamo stati testimoni della prima manifestazione completa di tutte le caratteristiche fondamentali che avrebbero poi definito l’Occidente», ha sostenuto, indicando nell’antica Grecia uno dei punti di origine di una tradizione che, nella sua ricostruzione, attraversa Roma, la cristianità e arriva fino alla nascita della Repubblica americana.

Nel discorso, Rubio ha presentato quella che considera una crisi di identità dell’Occidente. «Una parte troppo ampia dell’Occidente ha dimenticato», ha affermato, sostenendo che negli ultimi decenni sia cresciuta la tendenza a guardare con diffidenza proprio a quegli elementi che avevano contribuito alla formazione della civiltà occidentale.

«Siamo arrivati al punto di vergognarci delle cose che ci rendevano unici. Il nostro benessere è diventato fonte di senso di colpa. La parola nazionalismo è diventata un insulto», ha detto.

Il segretario di Stato americano ha quindi contrapposto questa visione a una politica fondata sulla difesa degli interessi nazionali. Secondo Rubio, non vi sarebbe nulla di sbagliato nella lealtà verso la propria nazione né nella volontà di difenderne gli interessi. Il concetto si inserisce nella linea politica dell’amministrazione Trump e nella filosofia dell’«America First», che Rubio ha collegato alla necessità di rafforzare la capacità occidentale di competere in un mondo caratterizzato da una crescente rivalità tra grandi potenze.

Nel suo intervento Rubio ha descritto il momento attuale come un passaggio decisivo. «Se l’Occidente manterrà la sua posizione o si arrenderà a un mondo in declino», ha detto, indicando così la posta in gioco che, secondo Washington, riguarda tanto gli Stati Uniti quanto i loro alleati europei.

Il segretario di Stato americano ha inoltre sostenuto che il prossimo decennio sarà determinante per il futuro dell’Occidente. La sua visione prevede un maggiore investimento nella capacità nazionale, nella difesa, nella tecnologia e nella sicurezza delle catene di approvvigionamento. È una posizione che riprende temi già esposti dall’amministrazione Trump e dallo stesso Rubio nei mesi precedenti.

Nel mirino c’è anche il rapporto tra Europa e Stati Uniti. Rubio ha invitato gli alleati europei a recuperare fiducia nella propria eredità storica e culturale e a collaborare con Washington di fronte alle nuove sfide strategiche.

Il luogo scelto per il discorso conferisce alle parole di Rubio un valore particolarmente simbolico. La Pnice è infatti legata alla storia della democrazia ateniese e alla partecipazione dei cittadini alla vita politica della polis.

Proprio per questo, il richiamo di Rubio alla Grecia antica non è soltanto un riferimento storico. È il tentativo di costruire un ponte tra le origini della tradizione politica occidentale e le sfide geopolitiche contemporanee.

Prima del discorso, il Dipartimento di Stato aveva anticipato che Rubio avrebbe parlato della necessità di un «grande rinnovamento dello spirito occidentale», facendo risalire l’eredità comune a un percorso che parte da Atene e Roma, attraversa la cristianità e arriva alla fondazione della Repubblica americana.

Uno dei passaggi politicamente più significativi riguarda proprio il concetto di nazionalismo. Rubio ha contestato l’idea che la difesa dell’interesse nazionale debba essere considerata necessariamente incompatibile con la cooperazione internazionale.

La sua posizione è che alleanze e collaborazione tra Paesi possano essere rafforzate, anziché indebolite, dalla consapevolezza degli interessi e delle responsabilità di ciascuna nazione. Una visione che si inserisce nella più ampia impostazione dell’amministrazione Trump, che mette al centro sovranità nazionale, sicurezza e capacità industriale e tecnologica.

Il discorso di Atene si collega così alle precedenti prese di posizione di Rubio sull’Europa. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del febbraio 2025, il segretario di Stato aveva già criticato alcune tendenze politiche e sociali europee, sostenendo che l’Occidente dovesse reagire a quelli che definiva processi di declino e di perdita della propria identità.

La visita di Rubio ad Atene non riguarda però soltanto la dimensione culturale e politica. Il segretario di Stato americano è in Grecia per il sesto Strategic Dialogue tra Stati Uniti e Grecia, con dossier che comprendono sicurezza, difesa, energia, commercio e cooperazione tecnologica.

Atene occupa infatti una posizione strategica nel Mediterraneo orientale e Washington considera la Grecia un alleato importante nel quadro della NATO e della sicurezza regionale. I colloqui riguardano anche la cooperazione energetica e il rafforzamento delle infrastrutture e delle interconnessioni nella regione.

Ma è la Pnice a rappresentare l’immagine destinata a rimanere più impressa della visita.

Da una collina dove gli ateniesi discutevano del destino della propria città, Rubio ha parlato oggi del destino dell’Occidente. Il suo messaggio è stato netto: secondo il segretario di Stato americano, Europa e Stati Uniti devono decidere se limitarsi a gestire il declino oppure recuperare fiducia nella propria storia, nelle proprie capacità e nella difesa dei propri interessi.

«Crediamo che l’Europa possa risvegliarsi dal suo lungo letargo», ha ribadito Rubio, indicando proprio nella Pnice il luogo simbolico dal quale, a suo giudizio, può essere riacceso quel «fuoco» che ha alimentato per millenni la civiltà occidentale.

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