Consiglio dei Ministri. Ecco i provvedimenti adottati

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AgenPress. Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 5 febbraio 2026, alle ore 16.31 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

SICUREZZA E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE
1. Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro della difesa Guido Crosetto, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale.

L’intervento normativo mira, innanzitutto, a contrastare i crescenti fenomeni di violenza giovanile e l’uso di armi proprie o improprie. In ambito di sicurezza urbana e tutela dell’ordine pubblico, si potenziano i poteri di prevenzione e controllo per le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e si introducono norme per la sicurezza stradale e ferroviaria.

– Coltelli e altri strumenti atti a offendere

Viene ampliato il catalogo degli strumenti atti a offendere per i quali è vietato il porto senza giustificato motivo, includendo quelli con lama affilata o appuntita superiore a otto centimetri e inasprendo le sanzioni, che passano da natura contravvenzionale a delitto punito con la reclusione fino a tre anni. Si estende inoltre il divieto di porto alle armi per cui non è ammessa licenza, come coltelli a scatto, a farfalla, strumenti con lama superiore a cinque centimetri muniti di blocco o apribili con una sola mano, oggetti camuffati o occultati.

Viene introdotto il divieto di vendita ai minori, anche tramite piattaforme elettroniche, di strumenti da punta e taglio (armi improprie) che possono occasionalmente servire all’offesa della persona. In caso di violazione del divieto, sono previste sanzioni pecuniarie aggravate in caso di reiterazione.

Inoltre, si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore autore di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti ad offendere. La sanzione è applicata dal Prefetto.

– Perquisizione in loco e cosiddetto “fermo preventivo”

Gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere all’immediata perquisizione sul posto per accertare il possesso di armi, esplosivi o strumenti di effrazione.

Inoltre, si prevede che, nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine е sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, in presenza di un pericolo attuale per l’ordine е la sicurezza pubblica, gli ufficiali е gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali, in relazione a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto (il possesso di armi od oggetti atti ad offendere o di armi per cui non è ammessa licenza; l’utilizzo di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona; il lancio o l’utilizzo illegittimo di fuochi artificiali, petardi o strumenti per l’emissione di fumo o di gas contenenti principi attivi urticanti, o di oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere), о dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza sulle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni, sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia е comunque non oltre le 12 ore. Dell’ora in cui è stato compiuto l’accompagnamento e delle condizioni per le quali è avvenuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che queste non ricorrono, ordina il rilascio della persona accompagnata. Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto.

– Arresto in flagranza differita

L’arresto in flagranza differita, che consente di procedere entro le 48 ore dal fatto sulla base di documentazione video-fotografica certa, viene esteso dal decreto-legge a nuove fattispecie per garantire una risposta penale efficace anche senza intervento immediato sul posto. La misura si applica al danneggiamento aggravato in occasione di manifestazioni pubbliche, alla fuga pericolosa di chi non si ferma all’alt delle forze di polizia e ai reati di lesioni, violenza o resistenza commessi ai danni di docenti, dirigenti scolastici e addetti alla rete ferroviaria nell’esercizio delle loro funzioni oltre che, come già avviene, ai danni delle forze dell’ordine o del personale sanitario.

– Zone a vigilanza rafforzata

Il Prefetto può individuare zone urbane colpite da gravi e ripetuti episodi di criminalità. In queste aree è disposto l’allontanamento (Daspo urbano) di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per specifici delitti, se tengono condotte che minacciano la sicurezza o la fruizione degli spazi pubblici. Tali aree hanno una durata massima di 6 mesi, rinnovabili fino a 18. Il Daspo urbano viene esteso alle aree interne e pertinenze di stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e mezzi di trasporto pubblico locale per chi assume comportamenti violenti, minacciosi o molesti. Il divieto di accesso alle aree sopra citate si applica anche ai minori (sopra i 14 anni) che siano stati denunciati o condannati negli ultimi cinque anni per reati commessi durante manifestazioni pubbliche o per reati inerenti all’ordine pubblico e alle armi.

– Manifestazioni pubbliche

Si inaspriscono le sanzioni per l’omesso preavviso delle manifestazioni al Questore e si introduce una specifica sanzione penale per l’utilizzo di caschi protettivi o altri mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento dei partecipanti durante le pubbliche riunioni. Per tali condotte è previsto l’arresto in flagranza, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la trasparenza durante le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico.

– Divieto giudiziario di partecipazione

In caso di condanna per reati gravi (terrorismo, strage, omicidio, devastazione e saccheggio commessi durante assembramenti), il giudice può disporre il divieto di partecipare a pubbliche riunioni per un periodo da 1 a 3 anni (o pari alla pena se superiore a 3 anni). Può essere previsto l’obbligo di firma presso la polizia durante lo svolgimento di tali riunioni.

– Registro degli indagati e cause di giustificazione

Il decreto-legge introduce una rilevante novità nelle indagini che coinvolgono l’uso legittimo delle armi o altre cause di giustificazione (legittima difesa, adempimento di un dovere, stato di necessità). Qualora appaia evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una di queste cause, il pubblico ministero non iscrive il soggetto nel registro delle notizie di reato, ma effettua un’annotazione preliminare in un modello separato. Il soggetto gode comunque dei diritti e delle garanzie dell’indagato. Il p.m. ha 120 giorni per svolgere gli accertamenti necessari (più 30 giorni per l’eventuale richiesta di archiviazione) e l’iscrizione nel registro degli indagati scatta obbligatoriamente solo se si deve procedere a un incidente probatorio. Inoltre, è garantita la tutela legale per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con l’anticipazione delle spese di difesa per i fatti compiuti in presenza di cause di giustificazione.

– Procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza

È introdotta una nuova fattispecie di furto con destrezza che prevede la procedibilità d’ufficio e un inasprimento delle pene quando il reato ha per oggetto mezzi di pagamento (anche elettronici); documenti di identità; strumenti informatici, telematici o telefoni cellulari; denaro o beni di valore tale da determinare un danno patrimoniale di rilevante gravità.

– Croce Rossa Italiana

Si autorizza la Croce Rossa Italiana per attività umanitarie urgenti legate al nuovo Patto europeo sulla migrazione.

– Procedure assunzionali

Per garantire l’operatività delle nuove misure, il decreto semplifica le procedure di accesso ai ruoli della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo della polizia penitenziaria. Si prevede inoltre l’estensione dei programmi di assunzione nelle pubbliche amministrazioni per le vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata (o soggetti con invalidità superiore all’80%) e i loro familiari.

2. Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell’interno (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro della difesa Guido Crosetto, del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell’interno.

Il disegno di legge punta a rafforzare il ruolo educativo di famiglie e scuole, specialmente in contesti vulnerabili, attraverso l’istituzione di una “rete territoriale per l’alleanza educativa” dotata di specifica governance, finanziamenti e progetti dedicati. La rete promuove percorsi formativi e di supporto sociale per prevenire il disagio e la violenza giovanile e punta a ricostruire i legami comunitari, offrendo ai genitori strumenti concreti per contrastare i fenomeni di devianza precoce. Integra le azioni di sicurezza con interventi strutturali di inclusione, mettendo l’educazione al centro della strategia di prevenzione. Costituisce un modello di coordinamento tra istituzioni e agenzie educative per garantire la presenza dello Stato nelle periferie.

Il provvedimento interviene poi in modo incisivo per contrastare l’occupazione arbitraria di immobili, semplificando le procedure per la reintegrazione nel possesso da parte dei legittimi proprietari. La novità principale è l’eliminazione del requisito che limitava la procedura di restituzione d’urgenza ai soli casi in cui l’immobile occupato rappresentasse l’unica abitazione effettiva del denunciante. Grazie a questa modifica, la tutela viene estesa anche alle seconde case e ad altre tipologie di immobili. Le forze di polizia, previa autorizzazione del pubblico ministero, potranno così intervenire con maggiore tempestività per lo sgombero e la restituzione dell’immobile, garantendo il ripristino della legalità indipendentemente dal fatto che l’abitazione occupata sia la residenza principale del proprietario.

Infine, il testo introduce una specifica circostanza aggravante per i delitti contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni di iscritti all’albo dei giornalisti o direttori di testata nell’atto o a causa della propria attività.

COMMISSARI E CONCESSIONI
Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.

Il provvedimento è volto a garantire il tempestivo completamento dell’iter approvativo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, assicurando il coordinamento delle amministrazioni competenti e disciplinando gli adempimenti istruttori, l’aggiornamento del piano economico-finanziario, l’acquisizione dei pareri e la predisposizione di una nuova delibera del CIPESS. È disciplinato il completamento delle procedure ambientali e il dialogo con la Commissione europea.

Il decreto introduce disposizioni urgenti per la messa in sicurezza e l’adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle tratte autostradali A24 e A25, prevedendo la proroga degli incarichi commissariali e il riordino delle competenze per assicurare il completamento degli interventi antisismici e di manutenzione straordinaria. Si autorizza inoltre la spesa per la nomina del Commissario alla ricostruzione post-calamità in relazione agli eventi meteorologici del 2022.

Per la linea C della metropolitana di Roma, si chiarisce l’ambito di operatività del Commissario straordinario per la definizione di accordi transattivi.

Sono introdotte disposizioni per la funzionalità della Società Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 S.p.a., ampliandone lo scopo statutario alla gestione di beni e servizi necessari alle opere olimpiche. È stata inoltre prevista l’autorizzazione a erogare anticipazioni di cassa nella misura del 70% per le procedure in corso.

Infine, in materia di concessioni demaniali marittime, si prevede la predisposizione di uno schema di bando-tipo da sottoporre alla Conferenza unificata per l’affidamento delle concessioni.

TRASPARENZA RETRIBUTIVA E PARITÀ SALARIALE
Attuazione della direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.

Il provvedimento introduce misure finalizzate a rafforzare la trasparenza dei livelli retributivi e a contrastare le disparità salariali ingiustificate, applicabili ai lavoratori dei settori pubblico e privato, nell’ambito dei rapporti di lavoro subordinato, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato.

Il decreto chiarisce le nozioni di “stesso lavoro” e di “lavoro di pari valore” e individua i presupposti sulla base dei quali lavoratori e lavoratrici possono essere comparati ai fini della parità retributiva. A tal fine, è valorizzato il ruolo della contrattazione collettiva quale riferimento unitario per la classificazione delle mansioni e dei trattamenti economici, assicurando criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere.

Sono rafforzate, inoltre, le misure di trasparenza retributiva sia nella fase di accesso al lavoro sia nel corso del rapporto di lavoro. In riferimento alle candidature, il datore di lavoro ha l’obbligo di specificare negli annunci la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista, oltre ad avere il divieto di basare le offerte sulla storia salariale, che non può essere richiesta in fase di selezione. Per i lavoratori già in servizio il decreto riconosce loro un diritto di informazione di natura individuale, esercitabile anche in presenza di un sospetto di discriminazione, che consente di conoscere il proprio livello retributivo e i livelli retributivi medi altrui, relativi alle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. È previsto che i datori di lavoro possano rendere disponibili tali informazioni anche in via proattiva, attraverso la rete intranet o le aree riservate dei siti aziendali.

Viene stabilito che i sistemi di determinazione e classificazione delle retribuzioni siano fondati su criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere, basati sulle competenze, sull’impegno, sulle responsabilità e sulle condizioni di lavoro. In caso di uno scostamento retributivo del 5% tra uomini e donne non adeguatamente giustificato, è previsto un obbligo di motivazione a carico del datore di lavoro e il coinvolgimento delle parti sociali, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e degli organismi di parità per individuare le misure idonee ad eliminare tale divario.

È istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un organismo incaricato di monitorare e sostenere l’attuazione delle misure previste dal decreto.

PROVVEDIMENTI APPROVATI IN ESAME DEFINITIVO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi di attuazione di norme europee. I testi tengono conto, laddove previsti ed espressi, dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome o della Conferenza unificata e della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato. Di seguito l’elenco dei provvedimenti.

1. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione (Affari Europei, PNRR e politiche di coesione – Imprese e made in Italy)

2. Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) n. 2023/1542 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 luglio 2023, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE (Affari europei, PNRR e politiche di coesione – Ambiente e sicurezza energetica)

RELAZIONE ANNUALE SULLA PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA ALL’UNIONE EUROPEA

Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti ha illustrato la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026, per la successiva presentazione alle Camere, ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea).

Il documento individua le principali priorità strategiche dell’Italia, collocate nel quadro delle iniziative previste dal Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 (Il movimento dell’indipendenza dell’Europa), adottato il 21 ottobre scorso. Tale Programma di lavoro mira a consolidare la sovranità europea in ambiti chiave quali difesa, sicurezza, energia, digitale e industria, e promuove al contempo una crescita sostenibile e inclusiva.

La Relazione offre al Parlamento un quadro chiaro e puntuale degli indirizzi strategici che guideranno l’azione del Governo nei rapporti con l’Unione europea. Sono quindi individuate e contestualizzate le macro-tematiche oggetto di trattazione attraverso il diretto riferimento agli obiettivi prioritari indicati dalla Commissione europea per il 2026 e alle iniziative chiave a essi connesse: il rafforzamento del mercato unico per migliorare la competitività; il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034; l’allargamento dell’Unione, in particolare ai Balcani occidentali; il rafforzamento del coordinamento nazionale delle politiche europee, intensificando l’azione nella fase ascendente del processo decisionale dell’Unione.

CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione a due ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).

1. Ipotesi di CCNL del personale dirigenziale dell’Area Sanità, triennio 2022-2024, sottoscritta il 18 novembre 2025 dall’ARAN e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria, con parere favorevole espresso il 15 dicembre 2025 dal Comitato di settore Regioni – Sanità. L’ipotesi riconosce, in via generale, a regime a decorrere dal 1° gennaio 2024, incrementi retributivi corrispondenti al 5,76% del complessivo monte salari utile ai fini contrattuali. Si applica a tutti i dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie di cui all’articolo 7, comma 5, del CCNQ sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva del 22 febbraio 2024 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendenti da tutte le Aziende ed Enti del comparto, ivi compresi gli Istituti Zooprofilattici sperimentali (IZS) e le Agenzie Regionali Protezione Ambientale (ARPA). La consistenza del personale destinatario dell’ipotesi contrattuale in esame è pertanto pari a 137.370 unità di personale alla data del 31 dicembre 2021. Oltre all’incremento dello stipendio tabellare, pari a euro 230,00 mensili per tredici mensilità e con decorrenza dall’1° gennaio 2024, sono stati previsti degli aumenti dei valori della retribuzione di posizione, dell’indennità di specificità medico – veterinaria e sanitaria, dell’indennità per incarico di direzione complessa. L’ipotesi contrattuale in esame prevede altresì una rimodulazione della percentuale di retribuzione di posizione di parte fissa spettante ai dirigenti sanitari a rapporto non esclusivo. Inoltre, le innovazioni riguardano la riscrittura del periodo di prova; la ricostituzione del rapporto al fine di agevolare il rientro dei dirigenti; l’esperienza ai fini del conferimento degli incarichi, facendovi rientrare anche il periodo di prova; l’indennità di polizia giudiziaria, riconosciuta ai dirigenti addetti ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali, cui sia attribuita la qualifica di agente od ufficiale di polizia giudiziaria, a condizione dell’effettivo svolgimento di funzioni ispettive e di controllo; il vincolo annuale di costo per le prestazioni aggiuntive; la previsione del patrocinio legale in caso di aggressioni nei confronti del personale dirigente ad opera di terzi.

2. Ipotesi di CCNL del personale dirigenziale del comparto autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativo al triennio 2019 – 2021, sottoscritta il 2 dicembre 2025 dall’ARAN e dalle Organizzazioni e Confederazioni sindacali rappresentative. Tra le novità principali, vi sono la rivisitazione delle materie di confronto e contrattazione integrativa; un sistema strutturato di affiancamento dedicato ai dirigenti neoassunti, per favorire il trasferimento di competenze e la cultura organizzativa; una rinnovata attenzione alla formazione dei dirigenti, con focus sulle competenze digitali, sui temi dell’etica pubblica e su materie correlate alle specifiche attività della Presidenza anche per favorire la mobilità interna.

LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato nove leggi regionali e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 8 del 09/12/2025, recante “Costituzione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (ASUIT): modificazioni della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute 2010)”;
  2. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 9 del 09/12/2025, recante “Valorizzazione del volontariato, degli enti del terzo settore e degli altri enti senza scopo di lucro in Trentino e connesse modificazioni della legge provinciale sulle politiche sociali 2007 e della legge provinciale 22 settembre 2017, n. 10 (Riduzione degli sprechi, recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari e dei prodotti farmaceutici e modifiche di leggi provinciali connesse)”;
  3. la legge della Regione Trentino-Alto Adige n. 10 del 10/12/2025, recante “Legge regionale di stabilità 2026”;
  4. la legge della Regione Lombardia n. 18 del 10/12/2025, recante “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2025”;
  5. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 17 del 9/12/2025, recante “Codice regionale del commercio e turismo nella Regione Friuli Venezia Giulia”;
  6. la legge della Regione Molise n. 20 del 23/12/2025, recante “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione Molise per l’anno 2026”;
  7. la legge della Regione Basilicata n. 53 del 23/12/2025, recante “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del Bilancio della Regione Basilicata e dei suoi organismi ed entri strumentali per l’esercizio finanziario 2026”;
  8. la legge della Regione Basilicata n. 55 del 23/12/2025, recante “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2024 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (ARPAB) – Controllo ai sensi della L.R. n. 11/2006 e ss.mm.ii”;
  9. la legge della Regione Basilicata n. 56 del 23/12/2025, recante “Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera e) del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), relativi alle spettanze delle Commissioni Provinciali Espropri istituite, ai sensi dell’art. 41 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) e dell’art. 15 della Legge regionale 22 ottobre 2007 n. 19 (Norme in materia di espropriazione per Pubblica Utilità), presso le due Province di Potenza e Matera”.
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