Sequestrate nell’abitazione del cinquantenne una carabina, un puntatore ottico e due pistole ad aria compressa. L’uomo è stato denunciato per lesioni
AgenPress. «Sparavo a caso, non ce l’ho con le donne». È quanto avrebbe riferito agli investigatori il cinquantenne denunciato per aver ferito con un piombino una donna in via della Giuliana, nel quartiere Prati, a Roma, non lontano dal Vaticano.
La vittima, la giornalista e scrittrice romana Cristina Stillitano, sarebbe stata raggiunta al braccio da un colpo esploso con un’arma ad aria compressa mentre si trovava in strada. Sulla stessa via è stata inoltre presentata una seconda denuncia da parte di un’altra donna che avrebbe riportato una ferita provocata da un piombino.
L’indagine dei carabinieri ha portato gli investigatori fino all’abitazione del cinquantenne. Determinante, secondo quanto riferito, sarebbe stata anche la ricostruzione della provenienza dei piombini e l’individuazione dell’armeria nella quale erano stati acquistati.
Durante la perquisizione, i militari hanno sequestrato la carabina che sarebbe stata utilizzata per gli spari, un puntatore ottico e due pistole ad aria compressa. Il materiale è ora a disposizione degli investigatori nell’ambito degli accertamenti.
L’uomo è stato interrogato dal pubblico ministero della Procura di Roma e avrebbe ammesso di aver sparato, sostenendo però di averlo fatto senza prendere di mira specificamente le donne. «Sparavo a caso, non ce l’ho con le donne», sarebbe stata la sua spiegazione.
Il caso potrebbe quindi non essere limitato all’episodio che ha coinvolto Stillitano. Gli investigatori stanno infatti prendendo in esame anche la denuncia di una seconda donna ferita nella stessa zona.
Al momento, il cinquantenne risulta denunciato a piede libero per lesioni. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire l’esatta dinamica degli episodi e le eventuali responsabilità penali.
La vicenda ha suscitato preoccupazione tra i residenti del quartiere Prati, anche per la presenza, nell’abitazione dell’uomo, di più armi ad aria compressa e di un dispositivo ottico per la mira. Le indagini proseguono per ricostruire quanti colpi siano stati esplosi e se vi siano altre persone che potrebbero essere state colpite o coinvolte.
